Diletta Leotta Foto Hackerate, Mughini: “aumentata la sua notorietà”

Diletta Leotta, video hackerato oltre alle foto

Mughini non difende Diletta Leotta. Ecco le sue parole contro la giornalista.

A La Zanzara su Radio 24 Giampiero Mughini attacca la presentatrice di Sky Diletta Leotta, protagonista di un hackeraggio del suo cellulare che ha portato alla pubblicazione e diffusione di alcune sue foto molto intime. Lo scrittore dice: “So che fa la giornalista, ma non la conosco come tale poiché non mi pare esperta di contropiede e cose del genere. La conosco come magnifica ragazza ed è ricordata per alcune foto in bikini o con il tacco. Con questo evento, che non è una tragedia, aumentano notorietà e il cachet. Non mi sembrano foto molto diverse dalle altre che abbiamo già visto. Queste foto arricchiscono la scenografia di una ragazza perennemente in mostra e poi non capisco la differenza tra foto a seno nudo e altre foto che abbiamo già visto della Leotta”.

Mughini, inoltre, parla anche di Tiziana Cantone, quella ragazza suicida per alcuni suoi video hard pubblicati sul Web. L’opinionista spiega: “La Cantone ha fatto quello che ha fatto perché qualcuno provasse piacere, e magari aspirava all’Isola dei Famosi. Invece quelle belve, quei cannibali e caimani del web hanno fatto quello che hanno fatto” – il giornalista continua parlando della sua esperienza nei confronti dell’hard “Io, pertanto, non guardo le foto bensì i film porno perché sono fatti da professioniste. Ho scoperto una certa Anastasia Morna, bruna, corpo magnifico, aria da sgualdrina. E lo dico in senso elogiativo”.

Mughini attacca anche Gianni Morandi: “Morandi è penoso, come si fa a mettere la foto mentre vai a fare la spesa? Nella vita non ha altro da fare? La vanità corrompe anche personaggi come lui che hanno una storia artistica. E’ un cretino. Invece di dire a quei figli di mignotta che devono ringraziare il cielo che viviamo in un Paese in cui per fortuna anche la domenica c’è qualcuno che lavora. Non li chiama idioti, ma da ragione ai followers. Mamma mia”.