El Salvador bandisce le Miniere di metalli

Una legge ha messo imediatamente al bando le miniere per tutelare le fonti idriche

El Salvador bandisce le Miniere di metalli

El Salvador è il primo Paese al mondo in cui le miniere di metalli sono state messe al bando. Con una legge sono state interrotte immediatamente tutte le attività legate all’estrazione di oro o qualsiasi altro metallo. Ciò è stato fatto per provare a tutelare le fonti idriche del Paese fortemente inquinate dalle estrazioni.

Miniere di metalli e rischio ambientale

Una decisione così drastica può essere considerata da molti, soprattutto nei Paesi più sviluppati, eccessiva, ma la situazione idrica di El Salvador è davvero molto difficile: infatti, il piccolo Stato centroamericano risulta essere uno dei più esposti a rischio ambientale della zona. Si calcola che ben il 90% delle acque di superficie salvadoregne sia inquinato: una situazione davvero allarmante che ha spinto il governo, sotto pressioni di una grossa fetta della popolazione, a intraprendere questa moratoria.

Il caso della OceanaGold

Il tema era considerato scottante già da diversi anni, ma quanto successo nel 2005 con la cava progettata da una società controllata da OceanaGold nella regione settentrionale di Cabañas. Inizialmente la licenza per aprire una miniera d’oro in quella zona era stata accordata, ma poi era stata revocata perché il progetto non rispettava i requisiti di legge. Attorno a quella cava numerose furono le manifestazioni di protesta e anche svariati furono i manifestanti che persero la vita in quella lotta. Alla fine un arbitrato commerciale internazionale ha dato ragione al governo salvadoregno, dando anche di fatto il via al processo che ha portato alla legge di quest’oggi.

Le pressioni delle compagnie internazionali

La legge di quest’oggi ha reso permanente una moratoria sulle miniere risalente a dieci anni fa. Negli anni 80′ le grandi compagnie internazionali avevano lasciato El Salvador a causa della guerra civile che in quegli anni imperversava, ma dai primi anni 2000 le pressioni sono riprese e non è stato facile per il governo resistervi. Adesso c’è da augurarsi che questa decisione sia portata avanti con coerenza e che non comporti un eccessivo costo economico sulle spalle di un Paese già in difficoltà.