Falcone e Borsellino chi erano? Storia e Wiki

Falcone e Borsellino hanno vissuto la loro vita lottando contro la mafia che li ha uccisi in due stragi a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro. Ecco le loro storie.

Il 2017, ovvero l’anno che è in corso, vedrà nella giornata di domani, il 25esimo anniversario della morte di Giovanni Falcone nella strage di Capaci mentre la celebrazione per Paolo Borsellino avverrà il 19 luglio in ricordo della tragedia di Via D’Amelio. I due amici erano stati i magistrati che avevano scoperto come fosse strutturata Cosa Nostra e avevano costituito il Maxi-processo, la più grande udienza mai esistita nei confronti dei mafiosi. Di seguito sono presentate le loro storie.

Chi era Giovanni Falcone? La vita

Falcone nasce il 18 maggio del 1939 nel quartiere della Kalsa, più precisamente in via Castrofilippo, a Palermo. La zona era la stessa in cui nacque Borsellino oltre che altri ragazzini che sarebbero diventati boss di Cosa Nostra come Tommaso Buscetta che, peraltro, si pentii e confessò il tutto a Falcone presumibilmente per questo rapporto che c’era fin da piccoli. Giovanni frequentò tutte le scuole a Palermo. Dalle elementari, passando per il liceo per poi arrivare alla Facoltà di Giurisprudenza che sarà poi il suo lasciapassare per la sua lotta contro la mafia oltre che la sua condanna. La sua vita come quella della compagna Francesca e della sua scorta finì nella tragedia Capaci. Lui stava attraversando l’autostrada quando venne fatta scoppiare una bomba che ha ucciso tutti, tranne l’autista, creando, peraltro, un cratere in mezzo alla strada.

Paolo Borsellino: la biografia

Anche Borsellino nasce nel quartiere della Kalsa, il 19 gennaio del 1940. Fin da ragazzino, quindi, conosce Falcone che era un po’ più grande di età. Paolo si tuffa nella carriera universitaria iscrivendosi a Giurisprudenza a Palermo. Partecipò a un concorso in cui si classificò 25-esimo su 171 e così comincia la carriera da magistrato. Lui come Falcone aveva come obbiettivo quello si smantellare la mafia ma successe il contrario poiché venne assassinato, insieme alla sua scorta, nella strage di Via D’Amelio, a seguito dell’esplosione di un’autobomba proprio sotto casa della madre alla quale stava facendo visita.

Falcone e Borsellino: il Maxi-processo

Falcone e Borsellino, accomunati dalla lotta alla mafia, si sono ritrovati a lavorare insieme e hanno creato il cosiddetto pool antimafia che porterà i mafiosi a dure condanne oltre che al Maxi-processo. Questa udienza, infatti, è stata la più grande che sia mai stata fatta nei confronti della criminalità organizzata siciliana. Si è aperta nel febbraio dell”86 e si è chiusa 6 anni dopo, nel 1992, quando la Corte di Cassazione diede, in primo grado, 19 ergastoli e vide 475 persone finire sul banco degli imputati per un totale di 2665 anni di reclusione.

Questo Maxi-processo non fu il solo e unico tentativo quasi riuscito per eliminare legalmente Cosa Nostra ma fu qualcosa di più. Falcone, Borsellino e tutti i loro “aiutanti” avevano dato all’Italia e soprattutto alla Sicilia un segnale di speranza. Avevano scoperto e portato alla conoscenza di tutto il mondo com’era strutturata Cosa Nostra, avevano fatto i nomi di coloro che erano affiliati, li avevano condannati e avevano fatto crollare, solo per un attimo, l’organizzazione mafiosa più importante che c’era in Italia.