Morte Filippo Raciti, 10 anni dopo il calcio piange ancora

La sfida tra Catania e Palermo di dieci anni fa non sarà mai ricordata come il match nel quale si fronteggiavano la terza e la quarta della classifica quantomeno come il derby di Sicilia dove splendeva il sole.

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In quella data i rosanero si imposero sui cugini catanesi per 2-1 ma gli argomenti sportivi furono tralasciati e trasformati in cronaca nera, divenne vana  l’illusione di vedere Palermo nei piani alti del massimo campionato, niente più che un elemento secondario.

Il 2 febbraio del 2007 fu infatti una sera di inverno nella cittadina sicula dove non solo il clima si spense ma anche la vita di Filippo Raciti, ispettore capo colpito durante gli scontri tra ultras fuori lo stadio Massimino.

Quel giorno a Catania furono feriti 70 agenti ma il quarantenne pagò il prezzo principale di una serata dolente e all’Ospedale Garibaldi, dopo un’ora di agonia, morì a causa di una lacerazione al fegato.

Le lacrime dello sport il cui obiettivo è trasmettere valori e principi segnarono l’intero panorama calcistico nazionale e tutto il mondo si fermò davanti la salma del poliziotto che quel giorno aveva semplicemente tentato di assolvere il proprio dovere.

Dieci anni dopo sono cambiate leggi, fisionomia dei campionati ma l’unica cosa che non si è ancora emarginata è la ferita ricevuta da tutti gli amanti del calcio per una delle peggiori note dolenti della storia sportiva italiana.

Nato nel 1990 a Napoli sono laureato in Gestione dei Media e lavoro nel settore radiotelevisivo. I miei principali interessi sono Calcio, Televisione e Viaggi ma amo cogliere le notizie ed esternarle.