Recensione Deadpool diretto da Tim Miller in Anteprima e senza Spoiler

Recensione Deadpool diretto da Tim Miller in Anteprima e senza Spoiler

Da quel mal di pancia che furono Wolverine – Le Origini/L’Immortale ad oggi, sotto i ponti di casa Fox di acqua ne è passata, a volte trascinando nel vuoto ambiziosi progetti come X Men (Conflitto Finale) o Fantastic Four ma riuscendo ugualmente a rattoppare le maglie bucate dei nostri protagonisti, formate da fili di scialbe sceneggiature che coerenti o no con i fumetti, erano da buttare nel cestino della spazzatura a prescindere. Nato da una costola degli X-Men, la redenzione degli spin-off dopo due ottimi capitoli di saga lineari come L’inizio e Days Of Future Past e dopo i primi due ottimi capitoli dedicati sempre agli X-Men è Deadpool, esordio cinematografico dell’antieroe dedicato alle gesta del mercenario chiacchierone. Sin dal primo minuto di pellicola si respira già aria nuova sul fronte della costruzione cinematografica del nostro protagonista, si cambia ovviamente registro, dove incontriamo un personaggio politicamente scorretto e diametricalmente opposto agli educatissimi, di genere differente e poco coatti X-Men (compreso Hugh Jackman), film destinati ad un pubblico più vasto, perché il bello di accettare un progetto di nicchia e catalogato con un alto punteggio di Rating in violenza è l’avere la quasi totale carta bianca sulla realizzazione.

Recensione di Deadpool diretto da Tim MillerIl regista Tim Miller complice del saggio utilizzo del Bullet Time ci immerge in medias res, presentandoci Deadpool nel bel mezzo di un combattimento contro una squadra di criminali di cui non sappiamo nulla, altrettanto dello stesso personaggio o perché li stia sfidando. La magia nasce quando l’amante dei fumetti conosce la bipolarità dell’antieroe e lo sceneggiatore la utilizza come rottura della quarta parete, fungendo da collante tra il film e lo spettatore, trasformandolo così nel narratore e burratinaio dell’opera. Durante lo scorrere del prodotto faremo la conoscenza con la parte fuori dalla maschera, Wade Wilson, scoprendo così un po’ della sua vita e sfera personale prima e dopo l’incidente che lo trasformerà definitivamente in Deadpool. A rendere il personaggio cinematograficamente credibile è Ryan Reynolds, attore in cui pochi hanno creduto per film come Blade: Trinity e Green Lantern senza comprendere che il fallimento dei film non era di certo l’attore e le sue ottime interpretazioni ma bensì le sceneggiature poco credibili e l’altrettanta caratterizzazione dei personaggi. Potremmo tranquillamente dire che l’Hal Jordan cinematografico è stato una rivisitazione in chiave Tony Stark come attitudine ma con pochi denari in tasca. Ryan Reynolds traendo ispirazione dall’interpretazione di Jim Carrey nel folle e fortissimo The Mask del 1994 ha restituito allo spettatore un 2.0 di ciò che fu, la caratterizzazione di un personaggio bipolare, dall’insulto gratuito e micidiale nelle battute, sorprendente e fuori dalla convenzionalità dei cinecomics, quasi tutti per niente volgari, violenti o comunque scorretti (salvo per Blade II di Del Toro) o (Punisher – War Zone), mentre James Gunn con Guardiani Della Galassia ad un cinema scorretto soltanto per la scena di Rocket che chiede a Quill il furto di una gamba di una persona affetta da disabilità). Il bello di questo film è il giocare al contrario con le tendenze che il cinema convenzionale richiede, mischiando il  la violenza di Quentin Tarantino e Rodriguez al fumetto supereroistico, il tutto attinto da un grande dose di pop cultura generale, passando dalla musica, al cinema fino agli stessi fumetti.

Rodriguez affiancato al progetto non suona nemmeno tanto strano, proprio perché inizialmente doveva essere lui il regista ma non accettò perché non convinto totalmente dalla resa e sceneggiatura. Le citazioni sono molteplici passando da Alien 3 e arrivando a band come Wham o Eurythmics e caso vuole che la colonna sonora sia quasi ai livelli dell’awesome mix vl 1 di Guardians Of The Galaxy. Nel film (come da trailer) gli unici X-Men che vedremo sono Colosso e Negasonic Teenage Warhead ai quali ci si affeziona facilmente, complici di essere l’uno la negazione dell’altro, differenti totalmente in carattere, pensiero e modalità di azione ma con o senza loro, la resa cinematografica avrebbe comunque prodotto ottimi risultati. Dal punto di vista recitativo Ryan Reynolds ha dato la sua migliore prova, andando anche oltre l’indie movie Paperman e distaccandosi dalla solita faccia lessa da commediola di serie z, perché l’attore è sempre stato sul pezzo, erano le sue scelte cinematografiche ad etichettarlo come sbagliato. In conclusione, il film Deadpool diretto da Tim Miller è il giusto anello di coesione tra l’amante del fumetto e del cinema, dove difficilmente ci sarà qualcosa da ridire e anche se ci fosse, rivedere le stesse identiche storie, inquadrature e situazioni del fumetto (salvo Watchmen di Snyder) equivarrebbe a comprare il prodotto in fumetteria, leggerselo e perdersi tutto il buono che c’è nel cinema.

Il film uscirà ufficialmente nelle sale italiane il 18 febbraio 2016.

Voto 8

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Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.