Trump a Gentiloni: “L’Italia pagherà di più per la Nato”

Donald Trump ha chiesto al premier italiano Paolo Gentiloni di contribuire in maniera più consistente al bilancio della Nato (l’Organizzazione internazionale per la collaborazione nel settore della difesa). A riferirlo è stato lo stesso Presidente degli Stati Uniti durante un’intervista concessa all’Associated Press in occasione dell’avvicinarsi dei primi 100 giorni alla Casa Bianca, durante la quale ha di fatto riferito i temi di un colloquio privato con una delle più alte cariche dello Stato italiano.

L’intervista di Trump

Intervistato dall’Associated Press, Donald Trump si è soffermato sulla visita del premier italiano Paolo Gentiloni, sottolineando che è stata un successo e che ora si aspetta risultati concreti per quanto riguarda i bilanci della Nato. Ecco le parole di Donald Trump rilasciate all’Ap: «Con il primo ministro italiano abbiamo scherzato: ‘forza, dovete pagare, dovete pagare’, gli ho detto. E pagherà». Il Presidente americano, anche se incalzato dal giornalista sulle modalità di una richiesta del genere al premier italiano, ha spiegato in maniera generica: «Prima di me nessuno glielo aveva chiesto. Nessuno. Nessuno gli aveva chiesto di pagare. Questo è quello che intendo quando dico che la mia è un tipo di presidenza diversa dalle altre».

La risposta dell’Italia a Donald Trump

Le parole di Trump hanno avuto un’eco incredibile in Italia. Tanto che è intervenuto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, per spiegare perché l’Italia dovrà pagare: «Tutti i paesi della Nato hanno sottoscritto un documento in cui si impegnano a portare il budget della difesa al 2% del Pil, l’Italia è oggi all’1,18%, l’equivalente di 24 miliardi di euro». La ministra ha poi però subito precisato: «Immaginare che si possa immediatamente raddoppiare è irrealistico».

I soldi alla Nato

Proprio in campagna elettorale Donald Trump aveva promesso l’aumento dei contributi alla Nato da Parte dei Paesi europei (cioè quelli che mettono mettono soldi). Gli Stati Uniti, nel 2016, hanno sganciato più del 4% del loro Pil per la difesa (Nato inclusa), mentre i Paesi europei sono fermi, mediamente all’1,5% (l’Italia all’1,1%).