Uomo Aggredito con Acido a Milano: Fermato un brasiliano

Aggressione con acido in un parcheggio ai danni di un architetto 43enne.

Aggressione con acido avvenuta il 6 luglio ai danni di Andrea Possenti, un architetto 43enne nel viale Città di Fiume, a Milano, sui bastioni di Porta Venezia. L’uomo ferito è ricoverato al Niguarda con ustioni al collo e al viso. Dopo l’incidente è stato fermato un uomo brasiliano. L’architetto ha già avuto problemi giudiziari in passato.

Aggressione con acido: l’incidente

Secondo le prime testimonianze, l’aggressione con acido è avvenuta di fronte ai Giardini Montanelli. L’architetto 43enne stava parcheggiando la sua auto nel luogo dove vive alle 15:30 di giovedì 6 luglio quando ha cominciato a litigare con un uomo giunto nel parcheggio. Il litigio tuttavia è durata poco: il brasiliano ha aggredito il 43enne lanciandogli addosso il liquido corrosivo. Infine, dopo l’aggressione, sembra che l’uomo si sia dato alla fuga tra le vie cittadine.

Mentre la vittima veniva soccorsa da un passante che ha versato dell’acqua sulle ferite, alcuni testimoni hanno descritto l’aggressore: di giovane età, di etnia sudamericana. Proprio per tale motivo è stato fermato un uomo brasiliano. L’architetto aggredito in pochi minuti è stato portato al “Grande Ospedale Metropolitano Niguarda” dove sembra aver riportato ferite su volto e collo. Le sue condizioni sono definite serie, ma è fuori pericolo. Ad intervenire sono stati gli uomini delle Volanti dell’Upg (Ufficio Prevenzione Generale) guidati dalla dirigente Maria Josè Falcicchia.

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Aggressione con acido: il passato dell’architetto

Andrea Possenti, il 43enne che ha subito un aggressione con acido, sembra abbia avuto già incidenti giudiziari in passato: circa una decina d’anni fa, l’uomo ha svolto ruolo d’insegnante dapprima in una scuola cattolica, dopo anche in un liceo artistico. Nel 2007 fu sotto processo per aver cercato di separare una coppia di ragazzi (17 e 19 anni) diffondendo volantini e lettere anonime per diffamare il ragazzo e la ragazza. Dopo alcune denunce, l’indagine della polizia portò l’insegnante ad una condanna di primo grado e in secondo grado. La condanna per calunnie, fu di tre anni di carcere. Le accuse: calunnia aggravata, ingiurie e diffamazioni. Questo avrebbe portato l’uomo ad una sorta di crisi per questioni economiche. Tuttavia, alla base del litigio, come spiegato dallo stesso Possenti, sembra esser il saldo di un debito. Per il momento sono solo ipotesi: la squadra mobile mantiene ancora un certo distacco e non c’è niente d’ufficiale. L’uomo rimane ricoverato in ospedale.

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Ho 26 anni, studio all'Università e scrivere è la mia passione più grande."Chi di voi vorrà fare il giornalista, si ricordi di scegliere il proprio padrone: il lettore". (Indro Montanelli)