Attentato a Strasburgo: chi è l’attentatore Chérif Chekatt?

Si cerca ancora l’uomo che ha seminato il panico tra la folla del famoso mercatino natalizio di Strasburgo

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È ancora in fuga Chérif Chekatt, l’artefice dell’attentato che martedì scorso ha sconvolto Strasburgo, e che è rimasto ferito in uno scontro con i soldati dell’operazione Sentinelle. Sembra che il ragazzo sia riuscito a lasciare in taxi il luogo dell’attentato e c’è chi sostiene sia già riuscito a raggiungere la Germania. La caccia all’uomo però è ancora aperta, un’operazione che coinvolge più di 750 agenti.
L’assalitore avrebbe agito da solo, sparando sulla folla che lietamente passeggiava tra le bancarelle del mercatino di Natale conosciuto come il più antico di Francia.

Ma chi è l’uomo che ha provocato la morte di 3 persone e che ne ha ferite 14, di cui 9 ancora in gravi condizioni, secondo quanto riportano dagli ultimi bollettini medici?
Nato il 4 febbraio 1989 a Strasburgo, ma di origini magrebine, chi ha avuto la sfortuna di incontrarlo durante l’attacco lo descrive come un ragazzo con un fisico prestante, alto circa 1 metro e 80, con i capelli neri. Chérif già nel 2011 sconta una condanna a due anni di carcere per aver aggredito un ragazzo di 16 anni con un coccio di bottiglia. A soli 29 anni il ragazzo era stato condannato già venti volte per reati comuni sia in Francia che in Germania: rapine, furti, violenze, danni. Nel 2016 era stato segnalato con la lettera “S” per radicalizzazione, come persona potenzialmente pericolosa per lo Stato. L’attentatore avrebbe abbracciato l’estremismo in carcere, dove era stato più e più volte. La segnalazione alle forze dell’ordine era arrivata anche dalla direzione generale della sicurezza interna per proselitismo religioso.
Tuttavia, nessuno pensava che l’uomo sarebbe passato all’azione: la sua radicalizzazione era considerata limitata alla pratica religiosa.
Anche poche ora prima di compiere l’attacco, l’uomo, che attualmente è il più ricercato d’Europa, era riuscito a fuggire da un tentativo di fermo da parte delle forze dell’ordine in relazione a una rapina con tentato omicidio, legato a estorsione e contraffazione. Nella sua abitazione, trovata vuota, le perquisizioni avrebbero fatto emergere una granata, un’arma da fuoco e alcuni coltelli. Proprio il mancato arresto potrebbe aver portato il ragazzo ad agire.

Pubblicato da Eleonora Panseri

Milanese di adozione, romana di nascita. Classe 1994, laureata in “Lingue” all’Università La Sapienza di Roma, attualmente frequento il corso di laurea magistrale in “Editoria, culture della comunicazione e della moda” dell’Università degli Studi di Milano. Interessata a tutto ciò che accade nel mondo, sogno un futuro nel giornalismo. Nel tempo libero, leggo, scrivo e viaggio.