Cinema

“Captain Fantastic”: recensione del film di Matt Ross con Viggo Mortensen

Scritto e diretto dall’indipendente Matt Ross e con protagonista assoluto un Viggo Mortensen in odore di Oscar, Captain Fantastic sta facendo il giro dei festivals raccogliendo critiche positive un po’ dovunque. Presentato nella sezione Un Certain regard al Festival di Cannes, dove ha vinto il premio per la migliore regia Un certain regard, è in questi giorni in concorso alla Festa del Cinema di Roma.

Captain Fantastic è un elogio della cultura hippy che ritrae un microcosmo a metà strada tra quello di Charlie Manson della serie Aquarius e i Ragazzi Perduti de L’isola-che-non-c’è nati dalla penna di J.M. Barrie.

Ben Cash è un hippy, wild e idealista, devoto sostenitore di idee di una cultura un po’ anni ’80 e devoto seguace della dottrina del filosofo Noam Chomsky, di cui festeggia la data di nascita al posto della ricorrenza natalizia. Per curare il malessere di sua moglie Leslie, affetta da disturbo bipolare, ha scelto di lasciare la civiltà, trasferendosi nei boschi, vivendo a stretto contatto con la natura. I loro sei figli hanno nomi unici, coniati dai loro stessi genitori a ribadirne l’autenticità Ha cresciuto i suoi figli secondo le sue idee e convinzioni, educandoli allo studio, ma anche alla sopravvivenza in mezzo alla natura selvaggia, e dicendo loro sempre la verità, anche quando è scomoda o sono troppo piccoli per comprenderla.

Per Boodevan, Kielyr, Vespyr, Rellian, Zaja e Nai il loro padre è un modello da seguire ed imitare in qualsiasi momento. Quando Leslie, dopo diversi tentativi, si suicida il lutto si abbatte su di loro e i genitori della donna sono determinati a darle un funerale e una sepoltura secondo i riti della civiltà, contravvenendo alla volontà della defunta di voler essere cremata, secondo il rito buddista. E Ben, emarginato dalla società, non può fare nulla per impedirlo. Ma i suoi figli sono ostinati ad andare in missione affinché siano rispettate le ultime volontà della madre.

Questo è l’inizio di un viaggio in cui i sei ragazzi si scontreranno con le regole del vivere civile, uno scontro che li porterà a mettere in discussione gli insegnamenti paterni. Captain Fantastic bellissimo e è pieno di momenti interessanti, tutti giocati sullo scontro di ideologie, il tema che il regista non abbandona mai. E Ben Cash è un bel personaggio, col suo essere sempre così ostinatamente fedele ai propri ideali. Viggo Mortensen lo ha definito “il miglior copione che mi sia mai capitato”. Come dargli torto?

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Claudio Rugiero

Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.
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