David di Donatello 2018: in concorso il corto horror Lion di Davide Melini

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Dopo essere stato assistente regista per diverse celebri produzioni come La Terza Madre (2007) di Dario Argento, Penny Dreadful (2014) e Into The Badlands (2015), e aver diretto i cortometraggi horror, thriller e fantasy Amore Estremo (2006), La Sceneggiatura (2006), The Puzzle (2008), The Sweet Hand of the White Rose (2010) e Deep Shock (2017), il regista romano Davide Melini torna con un nuovo interessante lavoro intitolato Lion, facendolo concorrere al Premio David di Donatello 2018.

David di Donatello 2018: trama, cast e produzione di Lion

Lion, il cortometraggio horror selezionato per il David di Donatello 2018, è ambientato in uno chalet di montagna, e narra la storia del piccolo Leon (Pedro Sanchez), un bambino di 8 anni continuamente picchiato dal padre alcolizzato Jeff (Michael Segal), e ignorato dalla madre Amanda (Tania Mercader), giovane donna totalmente incapace di amare. Una notte però, in aiuto di Leon arriva qualcosa di incredibile ed inaspettato, che seppur bestiale, cambierà le carte in tavola per sempre.

Archiviato il cast artistico, già nominato nella trama di Lion, il reparto produzione comprende i nomi di Luca Vannella (Avengers, Thor, Harry Potter), Alexis Continente (Transformers – The Last Knight), Vincenzo Mastrantonio (Titanic, La Passione di Cristo), Bobby Holland Hanton (Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno, Game of Thrones – Il Trono di Spade) e Ferdinando Merolla (Troy, Hannibal Lecter – Le Origini del Male).

David di Donatello 2018: elenco di alcuni premi vinti da Lion

Prima di concorrere per il Premio David di Donatello 2018, Lion di Davide Melini, in sei mesi di distribuzione ha vinto circa 50 premi.

Tra questi, quelli del Morningstar Cine Festival 2017 (New York): Miglior Film, Miglior Regista, Miglior Attore (Pedro Sanchez), Migliori Effetti Speciali, Miglior Trucco;

Hollywood International Moving Pictures Film Festival 2017 (Los Angeles): Miglior Film Horror;

Los Angeles Film Awards 2017: Miglior Film Fantastico, Migliori Effetti Speciali;

Barcelona Planet Film Festival 2017: Miglior Regista;

London Independent Film Awards 2017: Miglior Corto Horror/Thriller/Sci-fi;

Five Continents International Film Festival 2017 (Puerto La Cruz, Venezuela): Miglior Film Horror, Migliori Effetti Speciali, Miglior Trucco;

Oniros Film Awards 2017 (La Thuile, Italia): Miglior Film Fantastico, Miglior Giovane Attore (Pedro Sanchez);

Hollywood Hills Awards 2017 (Los Angeles): Miglior Thriller Soprannaturale;

Mediterranean Film Festival 2017 (Siracusa, Italia): Miglior Film Horror

David di Donatello 2018: recensione e trailer di Lion

Lion, selezionato per concorrere al Premio David di Donatello 2018, si apre con accattivanti titoli di testa legati alle costellazioni, e un’immagine ricorrente ricreata attraverso di esse, che mostra un animale, appunto il leone del titolo del corto horror del regista Davide Melini, professionista nel campo già da alcuni anni.

Oltre a ciò, è da menzionare la colonna sonora, che cela al suo interno un dolce motivetto da carillon, quasi a sviarci dalla storia inquietante e terribile che stiamo per vivere. Immediatamente dopo, ecco che l’inquadratura primaria ci mostra uno chalet di montagna immerso in una foresta innevata.

La macchina da presa, fissata ad un braccio mobile collocato su un carrello, in gergo tecnico “dolly”, si avvicina lentamente entrando a destra del fotogramma, facendoci avvertire i primi dialoghi dei personaggi.

C’è un bambino di 8 anni, Leon, terrorizzato dalla sua stessa famiglia. La madre, Amanda, che non fa niente per difenderlo da un marito e padre padrone, Jeff, e costui che vessa senza sosta moglie e figlio, considerati dall’uomo autentiche nullità, e quindi degni di essere apostrofati con pesanti parole d’offesa.

Come se non bastasse, Jeff è un alcolista, beve birre con estrema voracità, e non ha alcuna intenzione di porre fine al suo vizio, pericoloso per sé ma soprattutto per chi gli sta accanto, dal momento che l’uomo è solito picchiare Leon con regolarità e il bambino non ne può davvero più.

David di Donatello 2018: altre considerazioni critiche su Lion

Lion, che ha una durata di una decina di minuti, è un film di ribellione, di rivalsa, di giustizia, contro la violenza e i continui soprusi di una bestia che solo all’apparenza è umana, ma che invece interiormente è come posseduta da una creatura maligna.

Costei si alimenta con il dolore inflitto agli altri, e più forte è il tormento provocato, più l’animale gode della sua furia e della sua sete di sangue. Il destino però sta per mettere la parola fine a tutta questa situazione.

Difatti, per annientare un predatore ne serve un altro di pari o superiore forza e cattiveria, così da trasformare il carnefice principale del racconto, da predatore a preda, ed è proprio quello che accade a Jeff, risucchiato in un incubo mostruoso dal quale non si sveglierà più.

Lion sfrutta ancora primi piani di Jeff, facendoci entrare meglio nella sua psiche malata e dissolvenze incrociate per descrivere la stanza di Leon, colma di poster con i suoi animali preferiti, i leoni, e di qualche foto scattatagli quando forse albergava ancora il sereno tra lui e i suoi.

In aggiunta, non dimentichiamo vorticose riprese dall’alto dello chalet a vendetta ultimata e nuovamente primi piani e piani medi di Leon, liberato dalla sua prigionia.

Infine, Lion è un inno alla salvaguardia di ogni bambino che nel mondo subisce violenza domestica.

Voto: 9

 

 

 

 

 

Pubblicato da Selene Virdò

Esperta di Cultura e Spettacolo. Torinese. Studi universitari Dams. Accreditato Stampa per il Torino Film Festival. Redattrice articolista e Recensore (critico cinematografico, musicale ecc.). Scrittrice in erba di racconti e romanzi horror (finalista al Premio Internazionale di Letteratura Città di Como). Consulente musicale e Web Dj di musica rock e metal. Fotografa amatoriale di genere naturalistico e artistico/architettonico e Music Composer (Pc).

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