Dogman di Matteo Garrone escluso dalla corsa agli Oscar

Dogman di Matteo Garrone non ha conquistato la giuria dell’Accademy. La pellicola era stata invece premiata quest’anno al Festival di Cannes

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Dogman di Matteo Garrone è stato escluso dalla corsa all’Oscar come miglior film straniero. Nonostante il premio come miglior attore protagonista sia a Cannes che all’European Film Award di Siviglia per Marcello Fonte, la pellicola non ha conquistato la giuria dell’Accademy. Un vero peccato perché Dogman aveva tutte le carte in regola per entrare a far parte della cinquina finale.

L’ultima volta che un film italiano è stato in corsa per la categoria film straniero fu nel 2014  con La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino. Alla fine la pellicola riuscì a vincere anche l’Oscar.

La giuria dell’Accademy ha deciso di non premiare la voglia di cambiamento del cinema italiano. Paolo del Brocco ad di Rai Cinema appresa la notizia ha dichiarato:” l’esclusione mi spiace molto perché, in un anno di grandi film, Dogman fosse allo stesso livello se non superiore ad alcuni titoli presenti nella shortlist. Comunque siamo felici di supportare un artista di grande talento come Garrone che è profondamente immerso nella preparazione di Pinocchio“.

Quest’anno tra i candidati al Miglior film straniero il favorito sembra essere Roma del regista messicano Alfonso Cuaron, vincitore del Leone d’oro  alla settantacinquesima Mostra del Cinema di Venezia. Il film ha ricevuto molte critiche perché è stato prodotto da Netflix. Quindi anche il mondo dello streaming prenderà parte alla cerimonia degli Oscar.

Nell’edizione 2019 che si svolgerà il 24 febbraio non ci si baserà sulla qualità dei film in gara ma sull’essere pro o contro Netflix. Da questo referendum passa il futuro del cinema. Dopo questa cerimonia degli Oscar sapremo se ci potrà essere una convivenza tra lo streaming e la sala cinematografica. Il dilemma che ci porteremo dietro per almeno un anno è se una pellicola prodotta da Netflix potrà avere una distribuzione anche al cinema.  Gli esercenti cinematografici avranno il coraggio di proiettare in sala un film che si trova anche nel catalogo della piattaforma streaming?