Attualità

Episodio di razzismo all’ASL di Giulianova in Abruzzo

Ormai gli episodi di razzismo lungo tutto lo Stivale non si contano più. A farne le spese, questa volta è Ibrahima Diop, 39 anni, nato in Senegal, ma che vive in Italia dal 2000;  a Roseto degli Abruzzi, ha una moglie italiana, un figlio di 16 anni, un lavoro e una cittadinanza italiana.

 “Un esempio di perfetta integrazione”, dicono gli amici abruzzesi. “In diciott’anni non ha mai ricevuto offese, né tanto meno minacce”. Tutto questo fino a qualche giorno fa, Fino a quando, cioè, non si è recato presso il locale ufficio ASL di Giulianova per chiedere delle informazioni per il rinnovo del libretto sanitario: voleva sapere soltanto quali fossero i documenti da portare agli uffici dell’azienda sanitaria locale.

Ibrahima Diop mai si sarebbe aspettato che un impiegato di un servizio pubblico, pagato con le tasse versate anche da Ibrahima, lo insultasse al grido: “Che vuoi? Vattene. Questo non è l’ufficio del veterinario…”.

È inutile dire che Ibrahima ci è rimasto malissimo. Ne ha parlato a casa e alla fine ha deciso di sporgere denuncia. E così è andato al comando dei carabinieri e ha raccontato  la sua brutta avventura.

Ora saranno avviate delle indagini per risalire all’autore delle offese razziste. Probabilmente “il solerte” impiegato, se accertate le sue responsabilità, rischierà di perdere il posto di lavoro oltre agli inevitabili guai penali.

Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.
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