Meteora 30 maggio 2017: si cercano i resti a Bologna

Gli scienziati confermano il passaggio di un meteorite fra la Lombardia e l'Emilia Romagna che è avvenuto nella notte del 30 maggio. Gli studiosi, inoltre, sono alla ricerca dei resti nella zona di Bologna.

Nella notte di ieri è passato un meteorite fra la Lombardia e l’Emilia Romagna. Il bolide ha creato fenomeni luminosi e sonori particolari. L’Inaf ha confermato il tutto e ora si cercano i resti della meteora nella zona di Bologna.

Uno dei primi  ad avvistare il meteorite è stato il rapper milanese Fedez che aveva posto il suo interrogativo in merito all’evento su Twitter che ha trovato conferma nell’Inaf, l’Istituto Nazionale Astrofisica che ha sede in via Gobetti a Bologna. Gli scienziati, infatti, hanno accertato che nella serata del 30 maggio si è vissuto il passaggio di un “bolide” che ha lasciato una scia verde nel cielo oltre che vistosi fenomeni di luce e un boato che ha creato curiosità nei cittadini.

Gli studiosi hanno spiegato che il fenomeno della caduta del meteorite non è un qualcosa di eccezionale perché di media può accadere anche due volte all’anno come non è strano il fatto che si sia sentito un grandissimo rumore in accompagnamento ad esso oltre che a numerosi esplosioni. Adesso, il compito di questi dotti che lavorano nell’Osservatorio astronomico è quello di analizzare quanto accaduto per trovare la traiettoria della meteora.

Meteorite a Bologna: gli scienziati parlano del fenomeno

Sandro Bardelli, un astronomo dell’Inaf, ha spiegato l’evento: “Qui siamo davanti ad un caso di bolidi che probabilmente provengono da Marte e Giove e che vengono chiamati meteoriti una volta che cadono sulla terra. Ora il nostro compito è capire con certezza qual è stata la loro traiettoria così capiremo dove sarà caduto. – continua – Per Bologna non abbiamo telecamere quindi dovremo aspettare le immagini di Rovigo ma in qualsiasi caso proveremo a cercare i resti nel bolognese”. 

Ricerca astronomica a Bologna: progetto Prisma

Riguardante il capoluogo dell’Emilia Romagna, peraltro, ci sarebbe il progetto Prisma che permetterà l’attivazione di telecamere che avverrà, presumibilmente, nei prossimi mesi e che darà la possibilità di individuare e analizzare questi fenomeni. Fino ad allora, però, Bologna che vanta un polo importante come l’Inaf che è una delle 17 strutture riconosciute dal Miur deve aspettare i filmati provenienti da altri impianti astronomici.