Minacce contro Matteo Salvini su Facebook, richiesti 20mila euro di risarcimento

Ventitreenne scrive “Salvini, sparati in bocca”, ma il Ministro lo denuncia per diffamazione.

Valerio Ferrandi è il nome del giovane ventitreenne milanese a cui risalgono le minacce online rivolte al ministro Matteo Salvini, attraverso un profilo fake. Sulla piattaforma ad oggi privilegiata per l’espressione della pubblica opinione, gli eccessi non mancano e il ragazzo avrebbe commentato in modo inopportuno uno dei post pubblicati da Salvini il 25 aprile 2016: “Renzi, Boldrini e Matterella in piazza per il 25 aprile, ipocriti. Sfruttando il sacrificio di chi diede la vita per cacciare dall’Italia l’occupante straniero nel nome della Libertà, oggi sono complici e finanziatori di una nuova e violenta occupazione straniera, servi di una Unione Europea che ci sta rubando lavoro, diritti, sicurezza e speranza del futuro”. Queste le parole del Ministro che avrebbero scatenato l’ira del giovane nascosto sotto il nome di Frederic Dubarré: “Salvini, in nome della bellezza e dell’intelligenza. Fai un gesto nobile. Sparati in bocca. Ps: prima o poi verrai appeso a un lampione, ne sei consapevole?”.
Figlio dell’ex esponente dell’organizzazione terroristica ‘Prima Linea’, Mario Ferrandi, il ventitreenne sarebbe così passato sotto l’occhio di Matteo Salvini, che non ha esitato ad esporre denuncia per diffamazione e minaccia, richiedendo per di più un risarcimento di 20mila euro. Dietro la difesa degli avvocati Mauro Straini ed Eugenio Losco, al botta e risposta legale Valerio Ferrandi avrebbe contribuirto dichiarando: “Il signor Salvini dovrebbe evitare le consuete provocazioni. La mia non era una minaccia ma un invito a studiare la storia per evitare che si ripeta ancora”.
Recente il rifiuto dell’archiviazione promossa dal pm Enrico Pavone, con conseguente aggiornamento dei processo rimandato al 30 gennaio 2019, circostanza in cui Salvini potrà esprimere le sue motivazioni.