Obama commuta la pena a Chelsea Manning, la spia di Wikileaks

Obama commuta la pena a Chelsea Manning, la spia di Wikileaks

Barack Obama, negli ultimi giorni del suo mandato, ha deciso di commutare la pena di Chelsea Manning, la transgender incopata di aver passato informazioni private a Wikileaks.

Non dovrà scontare più 35 interminabili anni in prigione, Chelsea Manning, la transgender che nacque col nome di Bradley e che, quando era arruolata nell’Esercito Americano, passò innumerevoli informazioni private a Wikileaks. La decisione di commutare la pena arriva direttamente da Barack Obama, il Presidente uscente degli Stati Uniti d’America. Negli ultimi tempi Chelsea aveva più volte espresso il suo pentimento per gli errori commessi e, stanca della dura vita in prigione, aveva tentato per ben due volte il suicidio.

Arruolato nel 2009 nell’Esercito, con il nome di Bradley Manning, era analista dei servizi di sicurezza dell’esercito. Nel 2010 fu accusata di aver copiato e successivamente inviato innumerevoli informazioni segrete all’organizazione internazionale Wikileaks fondata dall’attivista informatico Julian Assange. Fu condannato a 35 anni di carcere, e ad inizio della sua pena, Bradley comunicò di voler diventare donna facendosi chiamare Chelsea. Solo dopo diverso tempo, però, ebbe il permesso di prendere ormoni femminili e di indossare biancheria da donna. Questa la sua storia, che si sarebbe protratta in prigione fino al 2045. Ma oggi la buona notizia: il presidente Obama le commuta la pena, e Chelsea potrà tornare in liberà il prossimo 17 maggio 2017.

Laureata in Letteratura, Musica e Spettacolo, ha studiato Narrativa e Sceneggiatura cine-televisiva. Grande appassionata di libri, film e serie tv. La scrittura, in ogni contesto, è il suo modo preferito per esprimersi, dare forma ai concetti e condividerli con il mondo.