Omicidio Sarah Scazzi, Sentenza Cassazione: pene confermate

Confermate le pene per Sabrina Misseri e Cosima Serrano. Condannato anche Michele Misseri.

Omicidio Sarah Scazzi, Sentenza Cassazione, Pg:

Confermato l’ergastolo per Sabrina Misseri e Cosima Serrano. E’ stata resa nota al sentenza della Cassazione che quindi non ha modificato quello già deciso in primo e secondo grado nell’omicidio di Sarah Scazzi.

La sentenza era attesa per ieri sera, ma siccome le conclusioni delle parti sono andate per le lunghe la decisione finale è stata rimandata a questa mattina. E la Cassazione non ha potuto far altro che confermare il giudizio espresso nei primi due gradi. Inoltre è stato condannato anche Michele Misseri, lo zio della 15enne barbaramente uccisa, a 8 anni per soppressione di cadavere. Tra i condannati anche Carmine Misseri, fratello di Michele, 5 anni e 11 mesi e Vito Russo junior e Giuseppe Russo a un anno e 4 mesi.

OMICIDIO SARAH SCAZZI, LE CONCLUSIONI DEL PG

Si è messo così la parola fine a una caso che ha tenuto desta l’opinione pubblica italiana fin dalla sua commissione che risale ormai al 2009. Ieri il pg Fulvio Bufi aveva chiesto la conferma dell’ergastolo per madre e figlia e i giudici ermellini l’hanno accettata. Nonostante l’avvocato delle due donne ha più volte ribadito che si stava compiendo un errore perché il vero responsabile dell’omicidio era invece Michele Misseri: fatto confermato dal diretto interessato anche in diverse interviste televisive. Ma i giudici non hanno creduto a questa ricostruzione dei fatti e hanno inflitto la massima pena che il nostro codice può dare a Sabrina Misseri e Cosima Serrano.

OMICIDIO SARAH SCAZZI, STORIA DELITTO DI AVETRANA

Il delitto di Avetrana, provincia di Taranto, risale ormai al lontano 2010 quando il 26 agosto Sarah Scazzi sparisce nel nulla nel tragitto che la doveva portare da casa sua a quella della famiglia Misseri. In un primo momento lo zio Michele Misseri, dopo giorni, di sotterfugi, ha ammesso di essere stato lui l’uccisore della ragazzina ma poi pian piano la sua versione è venuta a mancare di punti importanti e così si è arrivate alle vere responsabili che sono madre e figlia con Michele che aiuta solo a sopprimere il corpo senza vita della 15enne che viene ritrovato dai sommozzatori il 6 ottobre 2010 in un pozzo. Oggi la parola fine alla vicenda di cronaca nera.

Condividi
Giornalista professionista che cerca di raccontare, in maniera imparziale, i fatti. Per me scrivere è una passione, l'ho avuta sin da piccolo, che ho cercato di tradurre in mestiere.