Orban condannato dal Parlamento Europeo per l’articolo 7

Il Parlamento Europeo ha dato il via all’applicazione dell’articolo 7 contro l’Ungheria, adesso la palla passa al Consiglio Europeo.

Unione Europea: uno sguardo alla Storia

A questo punto sembra molto probabile la condanna del Premier ungherese Orban, e di conseguenza l’introduzione di sanzioni nei confronti del suo paese. Il Parlamento Europeo ha approvato la relazione Sargentini sullo stato di diritto in Ungheria, dando di fatto il via all’applicazione dell’articolo 7 dei trattati. A favore hanno votato 448, 197 si sono espressi contro, 48 si sono astenuti, per un totale di 693 votanti. Come ricordava ieri Manfred Weber, leader dei popolari europei nonché candidato alla presidenza della commissione europea, “se non ci sarà la disponibilità a risolvere tutti i problemi da parte del governo ungherese, si farà scattare l’articolo 7.1”. Tale articolo, se giungesse a fase avanzata, porterebbe inevitabilmente alla sospensione del diritto di voto dell’Ungheria in sede europea, cosa fino ad ora mai successa nella storia dell’unione.

Ma non c’è da sorprendersi più di tanto in reatà. Lo stesso Viktor Orban, durante il discorso nel merito tenuto di fronte al parlamento, aveva chiaramente detto di non aspettarsi minimanente un risultato diverso.
“Voi vi siete fatti già un’idea su questa relazione – diceva Orban – e il mio intervento non vi farà cambiare opinione, ma sono venuto lo stesso”. Il premier ha poi aggiunto:
“Non condannerete un governo, ma l’Ungheria che da mille anni è membro della famiglia europea. Sono qui per difendere la mia patria!”

Dalla Lega si sono chiaramente levate voci di solidarietà.
Già su facebook Matteo Salvini aveva scritto : “Tutta la mia vicinanza. No alle sanzioni, No a processi a un governo liberamente eletto”. Mentre Mara Bizzotto, capogruppo della Lega al parlamento europeo, ha dichiarato che “le sanzioni contro Orban e l’Ungheria sono una pagina bruttissima per la democrazia e l’intera Europa. Orban è vittima di uno squallido agguato politico orchestrato dalla sinistra filo immigrati e dalle lobby di potere della Ue”.

“Il voto di oggi crea un precedente pericolosissimo – ha poi aggiunto l’europarlamentare leghista – dopo l’Ungheria di Orban e la Polonia di Kaczynski e Morawiecki, nei prossimi mesi la sinistra e la Ue metteranno nel mirino anche l’Italia, il nostro Governo e il nostro leader Matteo Salvini. Non so se gli amici 5 Stelle abbiano compreso questo rischio”.

Dal PD commenti diametralmente opposti. Sandro Gozi, della Direzione nazionale del Pd e già sottosegretario agli Affari europei dei governi Renzi e Gentiloni, pensa che “è la sconfitta di Orban e di chi lo ha difeso”.
“Il voto del Parlamento europeo contro Orban e le sue politiche è una notizia positiva. Ad essere sconfitto non è soltanto il leader ungherese ma anche tutti coloro che lo hanno difeso negando le gravi violazioni dello stato di diritto nel suo Paese, a partire da Salvini che lo vorrebbe imitare in Italia. Netta sconfitta della Lega, quindi, ma anche di Forza Italia, che ha perso un’altra occasione per dimostrare coerenza con la scelta europea che fa a parole ma smentisce nei voti”

Ad ogni modo ora la parola passa al Consiglio europeo, ovvero ai capi di Stato e di governo dell’Unione.