Scandalo Volkswagen, Crollo Azioni in Borsa: Cosa Fare

Gruppo Volkswagen detronizza Gruppo Toyota

La notizia dello scandalo Volkswagen ha fatto il giro del mondo, riempiendo le prime pagine dei giornali e, di conseguenza, portando al crollo delle azioni in borsaCiò che è accaduto ha del clamoroso; nessuno avrebbe mai ipotizzato un comportamento del genere da una casa automobilistica come quella tedesca. Cosa è accaduto realmente e come l’investitore potrebbe comportarsi?

Andiamo con ordine: La Volkswagen ha costruito ed installato un software sulle proprie macchine diesel, per far sì che i valori di emissione riscontrati fossero più bassi di quelli reali. Sono 11 milioni (!) i veicoli coinvolti, 500 mila di questi solo negli Stati Uniti. E l’Italia? Quasi certamente, come riferito dagli stessi dirigenti della stessa casa automobilistica, anche nel Bel Paese sono presenti veicoli “corrotti”, e presto ne avremo la certezza.

Che lo scandalo, prima o poi, sarebbe venuto a galla, era risaputo. Tant’è che la stessa dirigenza aveva già da parte ben 6,5 miliardi di euro in modo da rasserenare gli investitori. Ma si aggiungeranno anche multe, si parla addirittura di 18 miliardi di euro. Statene certi, ne pagheranno la minima parte! Ad ogni modo, il titolo in borsa è crollato, e le azioni stanno percorrendo una strada in lenta discesa, che stuzzica i “palati” dei borsisti più accaniti. Converrà comprare le azioni Volkswagen? Gli esperti più dediti al rischio affermano che potrebbe essere un grande affare nel lungo periodo, perché l’azienda tedesca ha le capacità e la potenza per ripristinarsi: il fatturato (113 miliardi di euro nel 2013) e gli utili (21 miliardi nel 2012) parlano chiaro… Gli esperti più prudenti consigliano di lasciar perdere le azioni che hanno fluttuazioni così grandi. A chi dar fiducia? Quello non possiamo dirvelo con certezza, però vi diamo un’esempio di ciò che è avvenuto stamattina: alle 9 –  ore italiane – il prezzo ad azione era di 108 euro, alle 10 era sceso a 97 euro; alle 11, invece, le azioni erano a 109.50 euro ciascuna.

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