Veglia Pasquale 2018 in Vaticano: l’omelia di Papa Francesco

Si è conclusa la Veglia di Pasqua 2018 presieduta da Papa Francesco in Vaticano.

Il Papa alla Veglia

Si è conclusa pochi istanti fa, la Veglia Pasquale 2018 presieduta da Sua Santità Papa Francesco. La celebrazione ha avuto inizio come da tradizione, fuori dalla basilica vaticana con la benedizione del fuoco, per poi proseguire con l’antica preghiera dell’Exultet. Come spesso accade durante le veglie pasquali, il Santo Padre ha amministra i Sacramenti dell’iniziazione cristiana a 8 neofiti provenienti da: Albania, Italia, Nigeria, Perù e Stati Uniti d’America.

La Settimana Santa

Iniziata con la Domenica delle Palme, la Settimana Santa, ha traghettato i cristiani fino a questa sera, ovvero la vigilia di Pasqua. La notte prima, la quale traghetta i fedeli, direttamente a quella che è la Pasqua. Una Settimana Santa impegnata quella di Papa Francesco, il quale ha dato il via al Triduo Pasquale, il Giovedì Santo, recandosi in carcere per la “lavanda dei piedi”. Ieri, Venerdì Santo, il Santo Padre ha partecipato alla suggestiva “Via Crucis” al Colosseo.

L’omelia di Papa Francesco

Ci siamo. È la notte dei silenzi, di quell’oscurità che viene illuminata da un evento straordinario. La Resurrezione di Cristo. E’ la notte del silenzio del discepolo che: “si trova intirizzito e paralizzato, senza sapere dove andare di fronte a tante situazioni dolorose che lo opprimono e lo circondano. E’ il discepolo di oggi, ammutolito davanti a una realtà che gli si impone facendogli sentire e, ciò che è peggio, credere che non si può fare nulla per vincere tante ingiustizie che vivono nella loro carne tanti nostri fratelli”.

Nel Venerdì Santo, si è contemplato: “Colui che hanno trafitto”, ed oggi, ricorda Papa Francesco: “contemplare la tomba vuota e ad ascoltare le parole dell’angelo: «Non abbiate paura […] E’ risorto» (Mt 28,5-6)”. La tomba vuota dunque vuole sfidare, smuovere ed interrogare ma soprattutto ha affermato Papa Francesco: “vuole incoraggiarci a credere e ad aver fiducia che Dio “avviene” in qualsiasi situazione, in qualsiasi persona, e che la sua luce può arrivare negli angoli più imprevedibili e più chiusi dell’esistenza. E’ risorto dalla morte, è risorto dal luogo da cui nessuno aspettava nulla e ci aspetta”.

Pubblicato da Giovanni Azzara

Laureando in Scienze Religiose, appassionato di tutto ciò che riguarda la storia, in particolare quella della Chiesa e anche di giornalismo. Sognatore e visionario, speaker radiofonico e amante dell'arte in generale.
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