Accadde Oggi 21 marzo: nasce Luigi Tenco

Il ricordo del grande cantante scomparso giovane

Accadde Oggi 21 marzo: nasce Luigi Tenco
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Quando nel 1967 , si apprese la notizia del suicidio di Luigi Tenco, il mondo della musica si arrestò. In questa giornata avrebbe compiuto 79 anni e noi vogliamo ricordarlo nel nostro Accadde Oggi.

Luigi Tenco: la vita e la carriera

Luigi Tenco, nato da una relazione extraconiugale dela madre, trascorre la sua infanzia tra Cassine e Riscaldone, fino al trasfrimento in Liguria avvenuto nel 1948, prima a Nervi poi a Genova. Per assecondare la volontà della madre, frequentò inizialmente la facoltà di Ingegneria Elettronica e successivamente Scienze Politiche; abbandonò però la vita universitaria ne ’65.
Nel 1956 entrò nel gruppo Modern jazz Group, nel quale cantava Fabrizio de Andrè,mentre nel 1959, si trasferì a Milano, dove ottenne un contratto discografico con la Dischi Ricordi e nello stesso anno, insieme al gruppo I Cavalieri, pubblicò il primo EP. Dopo aver cominciato come cantante, iniziò con la carriera cinematografica, recitando nel film La Cuccagna: era il 1962, l’anno in cui uscì anche la celebre canzone “Mi sono innamorato di te“. Nel 1963 litigò con l’amico Gino Poli, a causa della relazione di quest’ultimo con l’attrice Stefania Sandrelli; una relazione che ebbe con la donna, per evitare che l’amico Paoli, ponesse fine al suo matrimonio- tempo prima Gino Paoli, tentò il suicidio.
Nel 1966 pubblicò le canzoni “Lontano Lontano” e “Ognuno è libero” e nello stesso anno, iniziò la relazione con la cantante Dalida, in contemporanea ad un’altra donna.

Il Festival di Sanremo: il suicidio

Nel 1967, Luigi Tenco si presentò al Festival di Sanremo con la canzone Ciao Amore Ciao: lo stesso brano lo avrebbe cantato Dalida. La versione di Tenco, era diversa: il titolo era “Li vidi tornare” e il testo si riferiva ai soldati che partivano per la guerra durante il Risorgimento. La versione non convinse la giuria, che non approvò la canzone e così Tenco, si classificò al dodicesimo posto e non venne ammesso alla finale. Non arrivarci fu per lui un grossa delusione e per non pensare all’accaduto, uscì a cena con Dalida e altri amici: ma forse neanche quella sarebbe bastata e decise di tornare in albergo. Dalida rienrò in camera alle 2.00, rimanendo con Tenco circa 10 minuti e alle ore 2.45 venne ritrovato il suo corpo. Un colpo di Calibro 22, un gesto confuso nel quale scaricare ogni cosa: la delusione, la depressione, versioni dell’accaduto contrastanti e la sospetta vincita al Casinò la sera prima. Elementi che hanno portato all’esito che tutti conosciamo: suicidio.

Unica verità: le sue canzoni

Solo lui conosce la verità di quella notte – o forse qualcun’altro nel caso in cui non si è trattato di un suicidio – ma in entrambi i casi, il primo non ce lo può raccontare e il secondo, ormai non lo farebbe lo stesso. Intorno alla morte quasi sempre fantastichiamo storie, archiviamo pratiche per rapidità o per comodità, ma alla fine ci accorgiamo che la verità non ha mai la stessa faccia – “Così è se vi pare“, diceva Pirandello. C’è solo una cosa che sappiamo essere vera, la sua bravura. Questa fu la sua ultima interpretazione e sempre con questa si è guadagnato una vittoria: l’immortalità!

 

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"Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso" (Albert Einstein). Ha studiato Festival Manager presso la Giffoni Academy. Appassionata di libri, cinema, arte e musica. Sognatrice ma realista, scrive per la sua sete di curiosità.