Accadde oggi 22 febbraio: muore l’artista Andy Warhol

30 anni dalla scomparsa del maestro della Pop Art

Accadde oggi 22 febbraio: muore l’artista Andy Warhol

Oggi nella sezione Accadde Oggi, ripercorriamo i momenti più significativi della vita di Andy Warhol, morto per un’operazione chirurgica all’età di 62 anni.
Che cosa ha fatto di lui una celebrità? Figlio di immigrati slovacchi, eseguì i suoi studi a New York- la città in cui tutto è possibile e in cui l’arte è di casa- presso il Carnegie Institute of Technology; l’immagine faceva parte delle sue passioni e ben presto lavorò come grafico per riviste famose, tra le quali Vogue.

Nel 1952 avvenne la sua prima esposizione presso la Hugo Gallery, dove espose quindici disegni che presero spunto dai racconti di Truman Capote (“Colazione da Tiffany” è uno dei suoi romanzi più famosi); la seconda mostra ci fu quattro anni dopo presso la Bodley Gallery e presentò la collezione di disegni Golden Shoes in Madison Avenue,: scopo di quest’ultima, era quello di rendere artistico un oggetto comune.
Negli anni ’60 il focus dell’artista ricade sui fumetti: Popeye, Superman e le bottiglie di Coca Cola e sempre con la stessa tecnica, si concentrò su oggetti/icone di quel periodo, come le lattine di zuppa. E’ da questo stile che nasce la Pop-Art.
Perché sono così importanti le sue opere? I suoi lavori non hanno alcun senso dell’estetica, si limitano semplicemente ad utilizzare ciò che era in voga; l’arte di Warhol, raccontava un’epoca attraverso i simboli più conosciuti: la Coca-Cola è anni ’60, così come lo era Marilyn Monroe, i dollari, i detersivi…

Per dare sfogo all’arte, nel 1962 fondò la Factory, il punto di ritrovo per le idee e le feste a base di anfetamine degli artisti; il “salotto” veniva frequentato da personaggi musicalmente influenti come Lou Reed e da artisti altrettanto importanti, come Salvador Dalì; ma nel 1968, proprio nello spazio creato dall’artista, che rischia la morte a causa di Valerie Solanas (femminista radicale) che sparò a Andy e al compagno di allora Mario Amaya.
Una vita (mondana ) ricca di eventi e arte, che veniva raccontata nella rivista da lui fondata “Interview” negli anni ’70 e nel libro “La filosofia di Andy Warhol (Dalla A alla B e ritorno)” mentre gli anni ’80, sono quelli dedicati alla Andy Warhol’s TV, ai ritratti di Lenin e agli autoritratti.
Un’esistenza all’insegna del successo, dell’arte, del divertimento e di grandi innovazioni che hanno fatto la storia; se avesse potuto scegliere però, avrebbe dato un tocco diverso anche alla sua “banale” morte: un’operazione chirurgica. Andy, avrebbe fatto di quel momento, un perfetto disegno da Pop Art!

“Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso” (Albert Einstein). Ha studiato Festival Manager presso la Giffoni Academy. Appassionata di libri, cinema, arte e musica. Sognatrice ma realista, scrive per la sua sete di curiosità.