Lavoro

Amazon brevetta il braccialetto per controllare i dipendenti

Scoppia la bufera sul colosso americano Amazon. Infatti pare che la nota azienda di e-commerce stia brevettando dei braccialetti intelligenti per monitorare tutti i dipendenti del reparto spedizioni online. Lo scopo è quello di ottimizzare il lavoro nei magazzini nei quali vengono evasi gli ordini di acquisto online e dunque velocizzare le operazioni di consegna.

Come funzionano i braccialetti

Il sistema pensato si basa sull’interconnessione dei braccialetti con l’inventario e la sezione ordini, dove lo stesso sarà in grado di monitorare con precisione se le mani dell’addetto si stanno muovendo nella giusta direzione e nello scaffale giusto. Si capirà dunque se il membro della staff sta facendo l’operazione corretta e più veloce per ottimizzare la spedizione. I braccialetti sarebbero anche in grado si mandare vibrazioni al polso del dipendente qualora ci fosse un errore o si fosse commesso un errore. Un sistema sicuramente che aumenterebbe l’efficienza del colosso di Seattle, ma diverrebbe anche un potenziale monitoraggio del lavoratore violando la sua privacy.

“Non rilasciamo commenti relativamente ai brevetti. In Amazon siamo attenti a garantire un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo. La sicurezza e il benessere dei nostri dipendenti sono la nostra priorità” e ancora “in tutti i Paesi in cui operiamo rispettiamo in maniera rigorosa tutte le regolamentazioni in materia di lavoro” sono le dichiarazione rilasciate da Amazon che spiega anche, in una nota, come l’approvazione dei brevetti richiedano anni e non siano sempre identici al progetto iniziale. Ancora il colosso spiega come l’azienda abbia portato migliorie tecnologiche per supportare e facilitare il lavoro dei propri dipendenti.

I sindacati e i politici ribattono

Intanto le perplessità sia dei sindacati che politici italiani non tardano ad arrivare. “Si commenta da sola” tuona Camusso, segretaria generale CGIL, che ha un contenzioso aperto con il colosso americano per le condizioni dei lavoratori nella sede di Castel San Giovanni. “Ne penso tutto il male possibile” è la reazione del segretario UIL. “È evidente che ci vuole ancora tanto lavoro per affermare in ogni dove che il lavoro deve avere dignità e rispetto per le persone” fa eco anche la segretaria CISL Furlan facendo intendere come la dignità nei luoghi di lavoro sia ancora un miraggio.

“C’è una legge” è la risposta del ministro del lavoro Poletti annunciando come in programma vi sia un incontro con Amazon Italia ma che non riguarderà i fantomatici braccialetti bensì le condizioni dei lavoratori italiani dipendenti della stessa azienda statunitense. “Ho spiegato loro che gli unici braccialetti che facciamo in questo paese sono quelli che produce la nostra gioielleria”: liquida così il ministro Calenda la questione bracciali Amazon, spiegando all’azienda come un sistema del genere in Italia non sarà mai fattibile. Intanto Di Maio, in piena campagna elettorale, attacca il jobs act di Renzi, colpevole, a suo dire, di favorire il potenziale utilizzo di simili strumentazioni in Italia. Tesi, questa, subito smentita dal ministro del lavoro che in una nota spiega che il Jobs Act è stato un rinnovamento dello statuto del lavoratore del 1970 adeguandolo alle nuove tecnologie e ai nuovi mezzi informatici, ma non ha mai assicurato l’uso di dispositivi di controllo a distanza per i lavoratori.

Il garante della privacy dice no

Infine arriva la bocciatura al progetto anche dal Garante della Privacy, Soro, che spiega come un simile braccialetto vada contro l’ordinamento in materia di protezione dei dati non solo in Italia ma anche in Europa. “In questo caso – prosegue Soro – sembrerebbe quasi che i giganti che operano nell’economia digitale pensino già di robotizzare l’uomo: è una direzione sbagliata perché non può esserci progresso e innovazione che non abbia come fondamento l’uomo”.

Intanto il colosso americano accresce i propri introiti anche nel quarto trimestre: l’utile ricavato si attesta intorno a 60,5 miliardi di dollari, ben sopra i 59 preventivati. Dunque Amazon continua a crescere nonostante la bufera che si è scatenata su di esso e che forse porterà in un futuro prossimo a rivedere il lavoratore in modo del tutto differente.

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Davide D'Aiuto

Laureato in Scienze dell'Informazione editoriale, pubblica e sociale, amo scrivere più di qualunque altra cosa al mondo. Il giornalismo è la mia vita. Quando non scrivo viaggio e scatto fotografie perché adoro scoprire il mondo e leggerlo come un libro.
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