Attualità

Ascensione del Signore 2017, Oggi la salita di Cristo al cielo

Quaranta giorni dopo la Pasqua, i cristiani festeggiano l’Ascensione di Cristo al Cielo. La festività dell’Ascensione, sta a ricordare la fine della vita terrena di Gesù per ricongiungersi al Padre, e quindi “scomparire” fino alla seconda venuta che i cristiani chiamano “Parusìa”. Di questo evento straordinario ne abbiamo notizia fin dal IV secolo e chi ne parla sono sicuramente i Vangeli di Marco, Luca ma anche negli Atti degli Apostoli.

L’Ascensione, stando ad una comune concezione biblica, Dio si trova in cielo e quindi l’uomo per raggiungerlo deve salire al cielo, questo modo di vedere, prende vita a partire dal libro dell’ Esodo al capitolo 19, quando a Mosè viene proibito di salire sul monte Sinai. Questa proibizione non deve essere vista come una proibizione “fisica” nel salire sul monte ma bensì “spirituale” e quindi occorre prima una purificazione. Per tal motivo, andare a Gerusalemme stava a significare la “salita” verso la città santa anche perché i pellegrini di ieri e di oggi erano e sono obbligati dalla posizione geografica in quanto a Gerusalemme “si sale”. Anche Gesù, salì a Gerusalemme quando venne ritrovato nel tempio a predicare ai dottori della legge facendo così da preludio a quella che sarà l’ elevazione sulla croce e quindi l’Ascensione al cielo.

L’Ascensione nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli

Pochi sono i riferimenti dell’Ascensione nei testi evangelici ma andiamo per gradi. Per quanto riguarda Matteo e Giovanni, non ne parlano, anzi fanno terminare la narrazione con alcune avvenute dopo la Resurrezione. Chi ne parla invece è Marco il quale scrive: “Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio”, successivamente, Luca negli Atti degli Apostoli, così scrive: “Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: ‘Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo'”. Ciò che ribadiscono tutti i testi che parlano dell’Ascensione è dunque l’elevazione di cristo al cielo e la sua intronizzazione alla destra del Padre in attesa della sua seconda venuta.

Quando muore qualcuno si sa, il cuore è pervaso da sconforto per la perdita di una persona cara, lo steso vale per l’Ascensione in quanto Gesù lascia i suoi discepoli soli ma non tutto è perduto, infatti prima di salire al cielo, Gesù pronunciò la seguente frase: “Non temete, Io sono con voi tutti i giorni, fino alla ne del mondo”. Ed è su questa frase che il cristiano non può sentirsi solo, perché la presenza di Cristo nella vita è presente ed è costante e pertanto la sua presenza la si può trovare in tutto e in tutti. Con questa certezza che da quel momento sostiene il cristianesimo è possibile diventare discepoli di Cristo non rimanendo a guardare ma assumendo le responsabilità di cristiani mettendosi dunque alla sequela di Cristo.

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Giovanni Azzara

Studente in Teologia, appassionato di tutto ciò che riguarda la storia, in particolare quella della Chiesa e anche di giornalismo. Sognatore e visionario, speaker radiofonico e amante dell'arte in generale. Il mio sogno ? Diventare vaticanista! Twitter: @Azzarag91
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