I bambini vittime innocenti di mafia

Oggi si ricordano le vittime innocenti di mafia, tra cui anche molti bambini.

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«Mio fratello, una macchia sul muro!» disse così Margherita Asta, intervistata dopo quella immemorabile “Strage di Pizzolungo”, avvenuta il 2 aprile del 1985, dove rimasero uccisi i suoi fratellini di soli 6 anni.
Sì perché tra le 950 vittime che oggi, 21 marzo, si ricordano come ‘’vittime di mafia’’ è indispensabile fare i nomi di chi non aveva niente a che fare con la Mafia, e che non avrebbe mai pensato d essere ricordato per quelle stramaledette stragi, sparatorie, o essere il bersaglio di qualcuno che gli voleva male. Questi innocenti non erano politici, magistrati, che facevano parte del corpo di Stato, imprenditori, giornalisti. Essi erano dei bambini. Bambini che ebbero solo la ‘’colpa’’ di essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Si trovò nel posto sbagliato Vincenzina La Fata (8 anni) il primo maggio del 1947 nel Giorno di Festa dei lavoratori che si tenne nel suo paese dove improvvisamente si scatenò l’inferno: un commando comincia a sparare sulla folla dalle montagne. Rimasero uccise 9 persone.

Così come Giuseppe Letizia, che all’età di 12 anni, assistette all’omicidio del sindacalista Placido Rizzotto, mentre pascolava il suo gregge tra le montagne di Corleone. Venne ucciso il 10 marzo 1948, da Luciano Liggio, capomafia di Corleone.

Erano sul luogo di un premeditato attentato Caterina ed Elisabetta Nencioni , la prima di 9 anni, la seconda di soli 50 giorni, che il 27 maggio del 1993 erano nei pressi della Galleria degli Uffizi di Firenze insieme ai loro genitori. Furono uccise da un autobomba, situata in via dei Georgofili, che esplose provocando 5 morti e 29 feriti.

Un’altra autobomba uccise Giuseppe e Saverio Asta, gemelli di 6 anni, mentre stavano andando a scuola accompagnati dalla loro madre. Anche lei morì

Il 7 ottobre del 1986 venne ucciso Claudio Domino (11 anni) perché testimone INVOLONTARIO di scambi di stupefacenti tra spacciatori.
Venne ucciso mentre era in macchina aspettando il padre Stefano Pompeo, 8 anni, ucciso da due colpi di pistola, per via di una guerra tra bande rivali.

Si trovava a passeggiare in via Messina Marine di Palermo, Giuseppina Savoca (12 anni), durante un regolamento di conti tra le diverse bande venne colpita a morte da un colpo vagante di arma da fuoco.
Fu la vittima sbagliata Marcella Tassone che poco dopo avrebbe dovuto compiere 11 anni. I sicari volevano eliminare il fratello Alfonso che era entrato in qualche losco giro con la ‘ndrangheta. Marcella, fu scambiata per la giovane moglie del Tassone, è stata colpita prima alla nuca, poi il killer ha infierito su di lei con altri sei colpi al volto.

Pubblicato da Miriam Belpanno

Sono appassionata di libri, arte, cinema, viaggi. Intraprendo sempre strade diverse, cercando di occuparmi di qualsiasi cosa che mi è sottomano, perché qualsiasi cosa merita di essere raccontata, scritta, letta.

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