Attualità

Bizhan Bassiri alla Certosa di San Martino di Napoli il 27 giugno

"Il canto del tempo, Evento Manifesto del Pensiero Magmatico". Chiesa della Certosa giovedì 27 giugno 2019 alle ore 18.00.

A Napoli nella suggestiva cornice della Chiesa della Certosa di San Martino, giovedì 27 giugno 2019, alle ore 18.00, Anna Imponente, direttore del Polo museale della Campania e Rita Pastorelli, direttore della Certosa e Museo di San Martino, presentano la prima esecuzione assoluta de “IL CANTO DEL TEMPO, Evento Manifesto del Pensiero Magmatico” di Bizhan Bassiri, che sarà preceduta da una lettura di Bruno Corà sul Tempo e dello stesso artista sul Pensiero magmatico.

L’evento è strutturato in una sequenza di tre atti pensati unitariamente in relazione alla visione e al suono. Ogni atto è cadenzato dalla lettura di un testo, a partire da Il Pensiero Magmatico, poi a Il Magmatismo, fino al terzo atto che si svolge all’insegna della fondamentale dichiarazione: “L’arte evita la Morte e se è indispensabile la divora e risorge”.

Tutti i quadri scenici sono realizzati da Bizhan Bassiri; le musiche sono state composte appositamente da Giorgio Battistelli e Stefano Taglietti, che da lungo tempo collaborano con Bassiri. L’artista infatti considera il linguaggio musicale una componente fortissima delle sue sculture, dei suoi scritti poetici e del suo pensiero artistico in genere.In questa occasione lo spunto trae origine dalla potenza ispiratrice del Vesuvio con una sequenza di scritture poetiche che l’artista iraniano ha composto a partire dal 1984.  Il canto del tempo è eseguito dalla voce del basso Alessandro Guerzoni, vincitore di concorsi internazionali, accompagnato dalla chitarra elettrica di Luca Fusco.
“…trovandomi per la prima volta – dice Bizhan Bassiri nell’introduzione del Manifesto, che teorizza il Pensiero Magmatico – sul cratere ho sentito la condizione magmatica come fosse il sangue che circolava nelle vene ed il cervello nella sua condizione creativa. Da allora, sono ospite di questo tempio dove i fantasmi prendono corpo e le pietre paiono somme animali”.
L’evento è realizzato nell’ambito della mostra “Vesuvio quotidiano_Vesuvio universale”, aperta al pubblico dal 6 luglio al 29 settembre 2019, che riunisce oltre cento opere che spaziano dal Cinquecento all’arte contemporanea, tra cui le tre opere di Bizhan Bassiri, “Meteoriti ed Evaporazione rossa”.

Bizhan Bassiri, è un artista di origini persiane, giunge a Roma nel 1975 dove si forma all’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Toti Scialoja. Comincia a esporre nel 1981, partecipando a mostre personali e collettive. Dal 1990 si dedica alla stesura di testi e alla realizzazione dei quadri scenici di numerosi concerti in collaborazione con Giorgio Battistelli e Stefano Taglietti.

La ricerca artistica di Bizhan Bassiri inizia con l’utilizzo di materiali diversi: superfici di cartapesta e di alluminio, ferro o bronzo, elementi lavici, elaborazioni fotografiche. E’ interessato al fluire magmatico della materia, sempre in relazione con lo spazio architettonico. Il suo intento è quello di coniugare il linguaggio artistico
con quello poetico, letterario, teatrale e musicale, attraverso una ricerca che trova fondamento nel suo “Manifesto del Pensiero Magmatico”.

 

Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.

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