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Blue Whale, le Regole del Gioco-Suicidio

Blue Whale, le regole del “gioco-suicidio” che spopola e sul quale il mondo intero accende i riflettori

Negli ultimi anni si è molto parlato del “blue whale“, il gioco-sucidio che sta spopolando in Russia. La macabra pratica ha delle regole ben precise, dettate da un “responsable”. Andiamo a vedere di cosa si tratta. L’argomento è stato ripreso anche da Le Iene nella puntata serale del 14 maggio del 2017 e, via via, ripetutamente del tempo. L’ultima puntata è andata in onda proprio stasera.

Blue Whale: in cosa consiste il gioco?

Il gioco del blue whale, stando a quanto riportato dalle maggiori testate nazionali ed internazionali, ha degli aspetti assurdi ed incomprensibili. Dei ragazzi vengono “reclutati” sul web per trascorrere intere giornate a guardare film horror, svegliarsi in piena notte ed incidersi delle balene sulla pelle utilizzando una lama. Il tutto a quale scopo? Quello di suicidarsi buttandosi da un palazzo. Solamente in Russia ben 150 ragazzi sono già morti per le conseguenze di questo gioco, che sta tristemente diventando una moda tra i ragazzi.

Blue Whale: le regole del gioco

Il blue whale può essere considerato una sfida horror della durata di 50 giorni, che ha delle regole precise. In questo arco di tempo un “responsabile” stabilisce dei compiti ben precisi per i ragazzi, che possono variare imprevedibilmente. Come si vince? Suicidandosi. Un finale assurdo, ma che attira ragazzi psicologicamente molto fragili e che, apparentemente, non hanno nulla da perdere.

Blue Whale: inventore ed origine del nome

Ad inventare questo gioco assurdo sarebbe stato Philip Budeikin, arrestato lo scorso anno dopo aver organizzato ben otto “giochi” del genere. Il nome del gioco, che tradotto in italiano vuol dire “balena blu”, deriva dalla tendenza di questi grandi cetacei di spiaggiarsi. Lo spiaggiarsi, nel gioco, viene tradotto in morte.

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