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Concerto di Sfera Ebbasta ad Ancona: polemica sui social contro il cantante

La delicatezza di una strage evitabile non basta ad aprire gli occhi e a frenare gli istinti. Al cospetto di morti, feriti, caos e dolore, successivi alla tragedia di quattro giorni fa avvenuta presso il locale “Lanterna Azzurra” di Corinaldo, il web scatena la propria ira. Uno scenario paradossale che, come di consueto, non sfiora la degna sensibilità di chi osserva l’incubo senza viverlo da vicino. Così i social di comune e spropositato utilizzo, da Facebook ad Instagram, hanno riservato all’artista e ai suoi fan commenti deplorevoli.

Cosa è successo?

L’evento, tenuto il 7 dicembre sera in provincia di Ancona, avrebbe indubbiamente previsto una partecipazione in massa, riconferma del recente successo dell’artista Sfera Ebbasta. Così è stato, ma con l’inconfondibile e voluta svista di aver permesso una vendita di biglietti superiore alla capacità del locale. Le conseguenze, a seguito dello spruzzo di uno spray al peperoncino in piena folla, non hanno potuto che essere drammatiche per i presenti. La fuga all’odore sgradevole della sostanza, la confusione crescente e la preoccupazione ormai congenita ai grandi eventi, è sfociata nella tragedia di 120 feriti e 6 morti, oggi impressi con un tatuaggio sul volto del cantante.

Polemiche sui social

Scusatosi, sconfortato a seguito del fatto e pubblicamente mortificato per l’esito infelice di quella che sarebbe dovuta essere una notte di festa, Sfera Ebbasta finisce nel mirino dei commenti sul web. Rimosso il buon senso di rispettare quantomeno l’idea che vi siano vittime indifese e famiglie afflitte, dalle tastiere d’Italia arrivano su Facebook interventi ed attacchi rivolti all’artista e ai seguaci di una musica “penosa”, come scrivono. Ebbene colui che nell’ultimo anno ha cavalcato l’onda dei primi posti nelle classifiche di Spotify, da una produzione discutibile che può o non può piacere, viene ridotto in poche ore ad artefice di una tremenda sciagura. Come se la responsabilità dei fatti debba ricadere sul movente di una partecipazione tanto copiosa. Un movente che oggi è musica e che, per fortuna, ha ancora la salda capacità di riunire, raccogliere nell’entusiasmo della condivisione e nella leggerezza del divertimento. Quel che Sfera, come un qualunque altro cantante d’ogni genere, età e tempo, avrebbe voluto per sé e per i propri ascoltatori, fan, seguaci sporadici o storici. Eppure all’incapacità odierna di godere dell’arte e di uno stare insieme senza la paura di perdere la vita, si aggiunge il diritto incontrastato di invadere il web con barili ricolmi di cattiveria gratuita: “Non ti conoscevo, sono andata a vedere alcuni dei tuoi testi, di sicuro se avessi un figlio adolescente che ti segue, gli spaccherei la schiena a furia di lavori pesanti”. Lo scrive Luisa, un’adulta come tanti che ha contribuito a cospargere il profilo Facebook dell’artista di minacce ed offese, ricordando che se avesse un figlio lo educherebbe a della buona musica, però forse al buon senso, al rispetto, alla civiltà e al silenzio necessario, proprio no.
Senza riflessione alcuna e in misura crescente negli anni, si riversa sul web la frustrazione viscerale degli utenti, mossi in modo massificato verso forme estremizzate di atteggiamenti pungenti e distruttivi. Senza un controllo, convinti di abitare una dimensione in cui tutto è lecito perchè consentito dal virtuale, giovani e adulti, ma perchè no anche anziani, danno libero sfogo a pensieri d’odio e rivalità. Dalla musica al calcio, dalle fiction ai reality show, l’uomo medio del ventunesimo secolo, forte di una duplice vita, reale e social, si computerizza e riduce ai minimi termini, accantonando tra i valori i più preziosi di tutti, quelli umanitari. Allora forse non è Sfera Ebbasta il problema celato dietro ad un degrado ormai manifesto, pregno di giudizi incoscienti, scarsa autocritica e tanta, troppa rabbia.

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