Politica

Consip, Renzi: “Noi persone per bene, non abbiamo paura dei processi”

Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo, è stato ascoltato nella giornata di ieri nell’ambito dell’indagine sul presunto giro di tangenti sull’inchiesta Consip, la società che acquista beni e servizi per la Pubblica Amministrazione. Il padre del segretario dem ha negato di aver percepito soldi e ipotizza che il suo nome sia stato utilizzato impropriamente da qualcuno per ottenere vantaggi.

L’ex premier prova a uscire dalle vicende giudiziarie del padre con il minor imbarazzo possibile e prova a farlo in una maniera nuova rispetto a quanto visto negli ultimi tempi: sposando la causa del “giustizialismo”, ovvero, non cercare giustificazioni affidandosi a teorie dei complotti ma esprimendo fiducia nella magistratura.

Vogliamo essere chiari: stiamo parlando di soldi pubblici e allora se ci sono ricatti e reati, se ci sono tangenti c’è il dovere di fare i processi. Noi siamo persone perbene, non abbiamo paura dei processi. Anzi. Erano quelli di prima che facevano i lodi e il legittimo impedimento per non fare i processi. Si va in tribunale e si guarda chi ha ragione e chi ha torto”, queste sono state le dure parole di Matteo Renzi sull’inchiesta Consip che vede coinvolto il padre Tiziano nel corso del suo intervento al programma tv Otto e mezzo.

Paradossalmente l’ex rottamatore riesce addirittura a “girare la frittata” a suo favore ponendosi come paladino della legalità e della moralità politica, tornando a cavalcare un vecchio tema della sinistra che, in tempi di scissione, può tornare utile a tirare acqua al proprio mulino in vista del Congresso del Partito Democratico e il prossimo voto politico.

Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.

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