Economia

Cosa sono le vendite allo scoperto in Borsa e come funzionano

Le vendite allo scoperto in Borsa sono operazioni in cui sostanzialmente si vendono titoli non ancora acquistati. Ecco come funzionano.

Per vendita allo scoperto in Borsa si intende un’operazione in cui il venditore di un titolo non è effettivamente proprietario di quel titolo ma lo ha semplicemente preso in prestito da un terzo. Ecco come funziona.

Il Coronavirus, purtroppo, sta allargando i suoi nefasti effetti dall’ambito sanitario a quello economico. Ieri la Borsa di Milano ha chiuso con perdite record causate anche dalle dichiarazioni ostili del presidente della BCE Lagarde nei confronti del nostro Paese ma in generale le difficoltà dell’economia reale si stanno riverberando anche sui mercati finanziari esponendo l’Italia a numerose speculazioni.

In questi giorni in TV o sui giornali gli italiani stanno familiarizzando con termini finora sconosciuti ai non operatori del settore e uno di questi è vendita allo scoperto, espressione di cui molti sono alla ricerca di un preciso significato.

Cosa sono le vendite allo scoperto in Borsa?

Le vendite allo scoperto in Borsa sono vendite di titoli di cui il venditore non è proprietario ma che, di fatto, ha solo ricevuto in prestito da un soggetto terzo che può essere una banca o un intermediario finanziario. Il compratore entra immediatamente in possesso del suo titolo acquistato mentre il venditore si impegna in un periodo di tempo non troppo lungo ad acquistare sul mercato titoli analoghi a quelli ricevuti in prestito per restituirli al soggetto che ha consentito la vendita allo scoperto.

Come funzionano le vendite allo scoperto in Borsa?

Il funzionamento delle vendite allo scoperto in Borsa prevede sostanzialmente l’interazione tra tre soggetti diversi:

  • Un compratore che acquista un titolo al prezzo di mercato e che ne entra in possesso subito
  • Un venditore che effettivamente vende il titolo al compratore incassando il corrispettivo economico previsto
  • Un soggetto terzo che fornisce al venditore il titolo da vendere pur non costringendolo subito a comprare.

Il venditore, detto anche scopertista, dovrà corrispondere un certo interesse a chi gli fornisce i titoli da vendere, interesse che varia in base al periodo che a lui concesso per riacquistare i titoli ricevuti ”in prestito” e restituirli.

Come si guadagna con le vendite allo scoperto?

Con una vendita allo scoperto si guadagna se al momento di dover restituire il titolo preso in prestito il valore di mercato di quel titolo è sensibilmente diminuito rispetto al momento in cui lo si è ricevuto. In sostanza lo scopertista agisce nel momento in cui ritiene che determinati titoli siano in un trend negativo o stiano per entrarci e, quindi, decide di ”prendere in prestito” tali titoli per venderli scommettendo che quando dovrà riacquistarli per ”restituirli” lo potrà fare a un prezzo notevolmente inferiore rispetto a quello a cui li ha comprati. Ovviamente si tratta di un’operazione che ha i suoi rischi ma che, in momenti di calo generalizzato dei titoli finanziari, può portare a notevoli guadagni.

Perché le vendite allo scoperto sono state vietate?

Italia e Spagna, dopo i tonfi delle loro Borse di ieri, hanno deciso di vietare momentaneamente le vendite allo scoperto di determinati titoli. La decisione si è resa necessaria per evitare che permettere alle Borse di questi due Paesi di limitare le perdite cercando di scoraggiare le vendite dei propri titoli. Sono 85 i titoli coinvolti in Italia mente in Spagna sono 69. L’Inghilterra, applicando la normativa europea ha dovuto impedire ai suoi investitori di proseguire con operazioni di questo genere con i nostri titoli e con quelli spagnoli mentre altri Paesi europei ancora non hanno preso una decisione. La speranza è quella di limitare i danni aspettando che la tempesta passi o quantomeno scenda di intensità.

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Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.
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