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Google Rail, Cos’è? Come misurare le performance di un sito web

Un buon sito internet è oramai un cardine per praticamente tutte le possibili attività economiche. Il RAIL è un modello che prova a spiegarci come deve essere un sito internet che soddisfi a pieno le esigenze dell’utente e che lo convincano a restare. Questo modello identifica quattro aspetti fondamentali da curare per i gestori di una qualsiasi applicazione web: i tempi di risposta, le animazioni, la massimizzazione dei tempi di inattività e il caricamento.

Proviamo a scoprire come, secondo il modello RAIL, curare al meglio ognuno di questi quattro aspetti di un sito o applicazione per il web che risultano essere di basilare importanza.

I tempi di risposta

È abbastanza facile da intuire che una delle priorità di un utente in rete è quella di ottenere nel minor tempo possibile ciò che cerca. Tutti spesso e volentieri ci troviamo a far fronte a noiosissimi periodi di caricamento di un sito web che di certo non influiscono positivamente sul giudizio che diamo al servizio. Secondo quanto contenuto nel modello RAIL, a ogni azione dell’utente il sito dovrebbe rispondere in massimo 100 ms per non permettere all’utilizzatore di ‘’rendersi conto’’ del tempo di attesa. In sostanza se un utente clicca su di un’opzione messa a disposizione dal sito, deve cambiare qualcosa in meno di 100 ms per dare a chi ha cliccato la sensazione di avere avuto una risposta istantanea.

Le animazioni

Prima di affrontare questo tema è utile precisare che con l’espressione animazione non si intendono solo quelle create appositamente a scopo decorativo ma anche tutte le forme di ‘’movimento’’ all’interno del sito come, per esempio, gli scorrimenti. Anche in questo caso bisogna giocare con i tempi di cui l’occhio umano necessita per adattarsi a un cambiamento sul monitor per rendere all’utente l’animazione quanto più fluida possibile. L’obiettivo, dal punto di vista degli ideatori del modello RAIL, sarebbe quello di produrre 60 fotogrammi al secondo, e, tenendo conto di quel brevissimo lasso di tempo necessario al broswer per ‘’disegnare’’ il fotogramma sullo schermo, è necessario che tutta l’operazione di ‘’creazione’’ del fotogramma non superi i 10 ms per non rallentare la presentazione dell’animazione e diminuire sensibilmente la sensazione di fluidità per l’utente.

I tempi di inattività

Come oramai è chiaro, la buona fruizione da parte dell’utente di un sito internet dipende in grandissima parte dalle tempistiche che quest’ultimo ha nell’eseguire le varie operazioni richieste. I tempi tecnici di caricamento sono solo in parte limabili da chi gestisce il sito e, pertanto, per ‘’nascondere’’ nel migliore dei modi questi lassi di tempo all’utente è necessario che determinate operazioni vengano effettuate nei tempi di inattività per farsi trovare pronti nel momento in cui l’utilizzatore del sito da il suo comando. Un importante consiglio che il modello RAIL da è quello di tenere i dati di pre-caricamento al minimo in maniera tale da permettere al sito di aprirsi in tempi quanto più rapidi possibili. La priorità è sempre quella di garantire istantaneità nella risposta agli input dell’utente, ma, per farlo al meglio, è necessario occupare bene i tempi di nattività.

Il caricamento

Ultimo, non certo in ordine di importanza, aspetto trattato è quello relativo al caricamento della pagina. Se non si vuole deludere l’utente e perdere parte della sua attenzione è necessario che un sito carichi in non più di un secondo. Quanto detto precedentemente può aiutare a tenere i tempi di caricamento della pagina al di sotto della soglia indicata per non disperdere l’attenzione dell’utente o, in casi estremi, non perderla totalmente, spingendolo a cercare altrove ciò che desiderava trovare sul nostro sito.

Ricapitolando queste sono le poche e precise indicazioni che questo modello da ai creatori di siti internet per soddisfare a pieno i suoi utenti:

  • Non superare i 100 ms per reagire alle azioni degli utenti del sito
  • Fare in modo di proporre 60 fotogrammi al secondo per dare la massima fluidità alle animazioni
  • Utilizzare in maniera intelligente i tempi di inattività per essere pronti a reagire istantaneamente alle richieste dell’utente
  • Far sì che il sito carichi in massimo un secondo

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Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.
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