Educazione finanziaria, italiani sempre a rischio bocciatura

L’Italia sembra essere ancora indietro da punto di vista dell’educazione finanziaria.

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Un mese per cercare di elevare il grado di alfabetizzazione finanziaria del Paese, che in base alle ultime analisi degli osservatori internazionali è di livello decisamente basso, da bocciatura piena: è questo l’ambizioso (e forse irrealizzabile) obiettivo del MESE, il Mese dell’educazione finanziaria promosso dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, inaugurato ufficialmente il 1 ottobre.

Ottobre è il mese dell’educazione finanziaria

In questi 31 giorni, fino al simbolico traguardo dell’ultimo giorno del mese (che, ricordiamo, è anche la data in cui si celebra la Giornata Mondiale del Risparmio), sono previste duecento iniziative gratuite in tutta Italia, distribuite tra 70 città, grandi e piccole, e con più di 30 tra associazioni e collaborazioni coinvolte in prima linea. Con questa iniziativa l’Italia si aggiunge (finalmente) alla lista di circa 70 Paesi che secondo l’Ocse hanno già adottato una strategia nazionale per promuovere le attività di educazione finanziaria.

Italia agli ultimi posti per alfabetizzazione finanziaria

Come detto, in Italia c’è davvero bisogno di cultura su questo tema: secondo le ultime stime, i risparmiatori nostri connazionali sono tra i meno informati d’Europa, e ovviamente questo gap provoca maggiori rischi in termini di investimento. Eppure, in questi anni si stanno diffondendo anche da noi gli strumenti per gli investimenti digitali, come ci ricorda anche l’approfondimento realizzato da Investingoal sulle app forex, che semplificano almeno l’approccio ai mercati finanziari.

I numeri del fenomeno

Per comprendere l’esigenza di una maggiore diffusione dell’alfabetizzazione finanziaria basta leggere le cifre fornite qualche mese fa da Ignazio Visco; il Governatore della Banca d’Italia, intervenendo a un convegno sulla tutela del risparmio, spiegava che “le indagini sugli adulti e sugli studenti segnalano un livello di educazione finanziaria particolarmente basso: per gli adulti, l’indagine Standard & Poor’s Global Finlit Survey del 2014 su 140 Paesi colloca l’Italia all’ultimo posto tra i Paesi europei, con solo il 37% tra gli adulti che risponde correttamente ad almeno 3 delle 5 domande su concetti di base (interesse semplice e composto, inflazione, diversificazione del rischio)”, aggiungendo anche che “l’indagine OCSE-PISA 2012” sui quindicenni collocava l’Italia “all’ultimo posto tra i Paesi OCSE”.

La tutela del risparmio nasce dalla consapevolezza

Il governatore Visco ha molto insistito sul rapporto che c’è tra sicurezza negli investimenti e consapevolezza da parte dei risparmiatori: dando per “scontato” il ruolo della vigilanza, non si può pensare che gli enti si possano sostituire alle persone “nelle scelte che sono chiamate a fare per l’allocazione della propria ricchezza”, proprio perché “l’educazione finanziaria è ovunque componente essenziale delle politiche di tutela del risparmio”.

Educazione finanziaria come leva di sicurezza

Sulla stessa scia le dichiarazioni di Luigi Federico Signorini, vicedirettore generale di Bankitalia, che afferma come “l’educazione finanziaria non sostituisce la tutela del consumatore da parte delle leggi e delle autorità che devono farle rispettare”, ma rappresentano per meglio dire due fattori “che devono lavorare insieme e che si rafforzano a vicenda. Servono a poco dettagliate norme di trasparenza se poi il consumatore non è messo in grado di sfruttarle pienamente perché non dispone dei concetti di base relativi a tassi e rendimenti”. Gli fa eco Anna Genovese, presidente vicario della Consob, che evidenzia che “innalzare i livelli di educazione finanziaria della popolazione è utile anche ad affiancare il sistema delle tradizionali tutele del risparmio e a renderlo più efficace allo scopo”.

Un mese di iniziative in tutta Italia

Insomma, l’educazione finanziaria dovrebbe essere considerata un tassello imprescindibile dello sviluppo di un Paese, e il Mese dell’educazione finanziaria ambisce a essere l’occasione di promuovere la diffusione di conoscenze finanziarie di base, utili per fare scelte adeguate alla propria situazione e coerenti con le proprie preferenze.

Pubblicato da Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.