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Epifania 2020, Papa Francesco: “Adorare è un gesto d’amore che cambia la vita”

Nella solennità dell'Epifania, Papa Francesco ha celebrato la Santa Messa ed ha recitato la preghiera dell'Angelus.

L’ultima, ma non la meno importante solennità che conclude il ciclo natalizio è sicuramente quella dell’Epifania del Signore. Stamani alle ore 10:00, il Santo Padre Francesco ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nella Basilica Vaticana e subito dopo ha guidato la preghiera dell’Angelus con i fedeli giunti da tutte le parti del mondo. Un’omelia quella di Papa Francesco, incentrata in particolar modo sulla figura di Erode e dei Magi.

L’esperienza dei magi

Al termine del Vangelo di oggi, Matteo 2,1-12, il Santo Padre, prima dell’omelia ha pronunciato

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“L’Adorazione dei Magi” di Bartolomé Esteban Murillo

 l’annuncio del giorno della Pasqua, festa che è strettamente legata con l’Epifania poiché entrambe sono la manifestazione del Figlio di Dio. Ma oggi, secondo quanto riportano i vangeli, tre magi visitarono Gesù, si misero in adorazione e portarono tre doni. “Adorare è un gesto d’amore che cambia la vita – ha affermato Papa Francesco – È fare come i Magi: è portare al Signore l’oro, per dirgli che niente è più prezioso di Lui; è offrirgli l’incenso, per dirgli che solo con Lui la nostra vita si eleva verso l’alto; è presentargli la mirra, con cui si ungevano i corpi feriti e straziati, per promettere a Gesù di soccorrere il nostro prossimo emarginato e sofferente, perché lì c’è Lui”.

Adorazione come esigenza

Ma oltre ai Magi c’è un’altra figura al centro dell’omelia di Papa Francesco: Erode. Detto “Ascalonita”, Erode Il Grande, regnò dal 37 a.c. e visse nel periodo della nascita di Gesù secondo quanto riporta il Vangelo di Matteo e reso famoso per la rinomata “strage degli innocenti”. “Erode – spiega Papa Francesco – utilizza il verbo adorare, ma in modo ingannevole”. Perché “in realtà – continua il Papa – Erode adorava solo sé stesso e perciò voleva liberarsi del Bambino con la menzogna. Che cosa ci insegna questo? Che l’uomo, quando non adora Dio, è portato ad adorare il suo io”. Per tal motivo, l’esortazione del pontefice è quella di riscoprire l’adorazione come “esigenza della fede”.

Attenzione agli idoli traditori

Così dunque, al termine della Santa Messa nella Basilica Vaticana alle ore 12 il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per la recita dell’Angelus. Qui il racconto del Pontefice sul cambiamento della vita dei magi dopo l’incontro con Gesù i quali subito dopo si rimettono in cammino per fare ritorno alla propria terra con una immensa gioia nel loro cuore. E qui anche l’invito del Pontefice a non affidarsi agli “idoli traditori”: “come il denaro, il potere o il successo che – afferma il Papa – ci rendono idoli-dipendenti, e noi ci impossessiamo di loro”.

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