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Eurobasket, Italia eliminata dalla Serbia ai quarti di finale

Nonostante la differenza finale di ben 15 punti, la Serbia di coach Djordjevic e l’Italia di coach Messina, hanno giocato sostanzialmente alla pari, quindi abbastanza male, perché, va detto, le due squadre non hanno certamente espresso un bel gioco. A fare la differenza, date le polveri bagnate di tutte e due le squadre al tiro dalla lunga distanza (18% per la Serbia con Bogdan Bogdanovic che ha chiuso con 1 su 9 ed il 28% per l’Italia con un Marco Belinelli da 2 su 11), sono stati sia il gioco interno con i serbi che hanno chiuso con un buonissimo 63%, mentre i nostri con un mediocre 48%, con i serbi che hanno anche sovrastato gli azzurri a rimbalzo; ma soprattutto l’enorme differenza nei tiri liberi assegnati 29 per la Serbia (diversi dei quali letteralmente inventati dall’arbitro giapponese Takaki Kato) con 26 realizzati e 16 per l’Italia con 15 mandati a segno.

FIBA.COM

Italia eliminata dall’EuroBasket ai quarti

Si è dunque conclusa ai quarti dell’Europeo l’esperienza di Ettore Messina da commissario tecnico dell’Italia, da oggi in poi possiamo già iniziare a pensare alla futura Italia di coach Romeo Sacchetti, con la speranza che con l’attuale coach della Vanoli Cremona, i risultati siano migliori, magari come quelli del 1999 quando la Nazionale italiana, guidata da coach Bogdan Tanjević conquistò il secondo oro europeo della sua storia. In quell’europeo l’MVP fu il Centro Gregor Fučka, cosa che fa sorridere al termine di un Europeo in cui è stata proprio la mancanza di stazza e qualità sotto le plance a rappresentare la principale spina nel fianco per gli azzurri. Probabilmente è arrivata al capolinea la così detta ”generazione di fenomeni” che però, almeno a livello di risultati, di fenomenale ha dimostrato di avere ben poco. Per l’analisi del passato il tempo abbonderà, ma da domani è necessario iniziare a guardare al futuro perché all’orizzonte non sembra esserci una generazione dorata e, pertanto, bisognerà per forza di cose rivedere qualcosa in tutto il sistema.

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Raffaele Ciriello

Sognatore per antonomasia, ritiene che la verità vada ricercata e non creduta per sentito dire. Appassionato di testi antichi i quali ritiene vadano letti per ciò che raccontano, senza volerne alterare il significato, con figure retoriche inesistenti, per veicolare una verità che non esiste. Poeta spesso malinconico. Ama definirsi "Destista"
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