Attualità

Ex sindaco sardo chiede a Salvini di arrestare i Pearl Jam

I Pearl Jam hanno commesso il grave reato di aver lanciato un messaggio politico dal palco dello Stadio Olimpico di Roma durante il concerto dello scorso 27 giugno, cantando una cover della canzone “Imagine” di John Lennon accompagnandola da un messaggio politico contro la chiusura dei porti e le decisioni del governo italiano in tema di immigrazione. Infatti, durante il concerto, il gruppo americano ha fatto apparire sui maxi-schermi il disegno di una ciambella di salvataggio e quegli hashtag divenuti veri e propri slogan: #apriteiporti e #saveisnotacrime.

Ovviamente queste non sono immagini casuali, ma si tratta – come dice La Repubblica“di un volantino virtuale che in molti, negli ultimi giorni, hanno girato via mail alla Guardia Costiera con allegato un testo riguardante il salvataggio dei migranti in difficoltà in mare”.

Tutto ciò ha scatenato prima la reazione di Rita Pavone, poi quella di Giorgia Meloni e infine, ma solo in ordine di tempo, quella di Ivo Zoncu, ex sindaco di Riola Sardo, paese di circa 2100 abitanti nella Sardegna centro-occidentale, famoso per tradizioni, eventi musicali e vernaccia.

All’ex primo cittadino, in quota a Fratelli d’Italia, non è piaciuto che durante il concerto di Roma il cantante della band di Seattle, Eddie Vedder, abbia chiesto al governo italiano di “aprire i porti” e ha deciso di esprimere il proprio dissenso su Facebook appellandosi nientemeno che al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, perché li faccia arrestare.

Probabilmente tutta questa “schiera di indignati” non ha mai sentito parlare della Band di Seattle e ignora che i Pearl Jam si sono da sempre contraddistinti per un forte impegno politico e sociale, molto noto oltre oceano. Basta guardare sul loro sito ufficiale tutte le cause che sostengono ogni giorno.

Ma tornando all’ex sindaco di Riola Sardo, la pioggia di tweet ironici e articoli beffardi non lo ha scalfito, anzi Zoncu ha alzato la posta dello scontro con i ‘benpensanti’ con un nuovo post su Facebook che riportiamo integralmente per completezza dell’informazione.

Scrive Zoncu sulla sua pagina Facebook: “Un amico Avvocato mi ha riferito che alcuni “benpensanti” si sono scandalizzati per la mia posizione contraria all’attuale commercio degli schiavi, bene, dico a loro che potete sbraitare quanto volete ma, “non me ne può fregar di meno”. Per me il rispetto delle persone sta alla base dell”educazione e della civiltà di ogni popolo. Saluti!
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma”. (Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, Articolo 4, 1948).

Noi non abbia altro da aggiungere su questo argomento, solo che la situazione sta sfuggendo di mano e che forse sarebbe il caso di fermarsi un’ attimo a ragionare prima di fare danni maggiori.

 

Antonio Caporaso

Antonio Caporaso è nato a Salerno, vive a Portici. Laureato in Giurisprudenza, è fotoreporter dal 1990. Insieme con Jacopo Naddeo, dal 2016 ha costituito un laboratorio per le arti fotografiche in Pellezzano (Sa). Ha partecipato a numerose mostre e concorsi fotografici. Scrive libri e collabora con alcune riviste e case editrici nazionali.
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