Fantastic 4: Potere ai registi e alle idee

Fantastic 4: Potere ai registi e alle idee
Fantastic: 4 - un film sottovalutato?

Nell’era di internet, tutti credono di essere in dovere di dire la propria riguardo qualunque cosa, che sia cinema, musica o videogiochi, ma la critica, quella vera, è fatta di analisi e certamente definire un’opera brutta non rappresenta un qualche tipo di argomentazione valida in merito. Se fossimo in una mostra d’arte, di fronte ad un Jackson Pollock, potremmo semplicemente dire: è un brutto quadro?, non credo. Questo è esattamente ciò che è capitato con il reboot Fox di Fantastic 4 che non brilla certamente, ma non è comunque un lavoro così malvagio. Partendo dal principio, Josh Trank regista indie del film Chronicle viene contattato per dirigere questo primo capitolo dedicato al quartetto, ovviamente accetta ma alla condizione di portare sul grande schermo dei personaggi differenti, lontani dal fumetto e più vicini alla sua personale visione.

Fantastic 4Viene selezionato un cast di tutto rispetto, partendo da Miles Teller (Whiplash), Michael B Jordan (Chronicle), Jamie Bell (Billy Elliott) e Kate Mara (House Of Cards). Partendo da regia e cast, le prospettive erano più che alte, altissime, ci si aspettava qualcosa di davvero importante, soprattutto per chi conosce i F4 per i due film precedenti e magari non ha mai letto un loro fumetto, una sfida importante alla conquista di lettori e cinefili. Un progetto però che basa le fondamenta sull’insicurezza della Fox più che del regista, perché seguendo le vicende del lungometraggio possiamo notare più volte dove ci sia stato l’effettivo tocco libero di Trank, perché di scene buone ce ne sono, non fingiamo che non esistano. Tutto inizia durante l’infanzia, un giovane Reed Richards (Miles Teller)  insieme al suo amico di infanzia Ben (Jamie Bell), è alle prese con una macchina in grado di teletrasportare e cambiare le sorti del mondo, ma ovviamente, in pieno stile Outsider.

Reed non viene considerato né dalla scuola e altrettanto dalla famiglia, fino a quando Susan Storm (Kate Mara) e suo padre adottivo Franklin non lo noteranno ad una fiera di Scienze. Senza entrare nella trama, le critiche sollevate alla Torcia Umana (Michael B Jordan) sono davvero di un piatto e banale che non si può, ci si ferma al colore della pelle invece di seguire le vicende, cercando difetti che in realtà non lo sono, fossilizzandosi su stupidità. Il vero problema alle fondamenta è la sceneggiatura, non puoi raccontare la storia di quattro young adult trasformando il film più in un Breakfast Club dei cinecomics, uscendo fuori dal seminato, una volta caratterizzati i personaggi (in realtà cinque) con Von Doom, si dovrebbe passare alla caratterizzazione del villain, nel pieno del suo delirio d’onnipotenza. Il personaggio di Victor Von Doom (Toby Kebbell) viene presentato come un esaltato, un pazzo, che filosofeggia troppo e agisce poco, quindi l’action in Fantastic 4 è ridotto all’osso, mentre tra le mani di Trank si era già capito che l’opera sarebbe diventata un Chronicle 2.0, dato che Chronicle è già una sorta di Akira degli anni zero.

Schermata 2015-09-12 alle 14.14.39 Verso fine film, nel bel mezzo dell’esplosione di Von Doom, Trank ci regala un fortissimo momento splatter che viene subito fermato volutamente, proprio a dar ragione a chi conosce il regista che avrebbe continuato su quella riga, rendendo il villain fortemente micidiale, invece, si è perso, nella riscrittura della sceneggiatura. Il film Fantastic 4 non è il peggior cinecomic in assoluto, ha parecchi problemi, buchi di sceneggiatura, cattiva gestione del villain ma non per questo è da buttare, di film peggiori ce ne sono, basti pensare a: Daredevil, Elektra, Wolverine: Le Origini, Blade Trinity, Green Lantern o Ghost Rider 2.

Avete forse dimenticato The Amazing Spiderman 2: Il Potere Di Electro? O forse i primi della fase uno dei Marvel Studios?  Alcuni non erano certamente belli, sembravano i pilot di una serie tv uscita male. Non è detto che se la massa punta il dito significa che abbiano ragione, anzi, potrebbero avere in parte torto. La mancanza di scene dopo i titoli di coda è la goccia che ha fatto traboccare il vaso, non sappiamo nulla di quello che accadrà al futuro del brand ma è il caso di smetterla di fare reboot su reboot, dare il giusto spazio a Josh Trank e incollare i cocci di un film fortemente adolescenziale e che poteva essere quasi perfetto. Invece è stato distrutto da terze parti. Chi lo ha definito Nolaniano, probabilmente non ha visto Chronicle e non conosce minimamente Trank, perché di Nolan non c’è nulla, il regista ha sempre avuto uno stile fortemente drammatico, miscelando teen drama e violenza a modo suo, in modo originale. In conclusione, Fantastic 4 è la dimostrazione che a volte dare carta bianca ai registi serve, che riproporli una terza volta non serve e soprattutto: Dove ha trovato il mantello Doom?.

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.