G7 a Taormina, Risultati modesti: cosa resterà?

Ieri a Taormina si è concluso uno dei G7 più imprevedibili degli ultimi anni che, tra critiche ed incertezze, lascia un mare di dubbi alle sue spalle. Le principali preoccupazioni degli altri partecipanti erano clima, immigrazione e terrorismo. Argomenti già di per sé difficili da trattare in soli due giorni, la cui trattazione è diventata inconcludente data la diversità di intenti dei vari capi di Stato. Nonostante la presidenza sia stata italiana, poco o ben poco è stato fatto per incentrare il discorso sul rispetto degli Accordi di Parigi e sulla ricerca di una strategia comune per l’immigrazione.

G7 a Taormina: la posizione sull’immigrazione

Il documento finale riporta che i leader del G7 ”riaffermano il diritto sovrano degli Stati, individualmente e collettivamente, a controllare i loro confini e a stabilire politiche nel loro interesse nazionale e per la sicurezza nazionale”. La conclusione è lontanissima dalle premesse. Si puntava infatti a trovare un accordo comune, che nel rispetto degli accordi presi dagli stati dell’Unione Europea, potesse ribadire con forza che il coordinamento è necessario. Invece ciò che i leader delle 7 nazioni più potenti al mondo si impegnano a fare è guardare il proprio orticello. Il documento finale subordina le politiche comuni ad esigenze di sicurezza nazionale; definita in maniera molto generica. Il premier Gentiloni, al contrario, ribadisce la priorità della situazione africana nelle decisioni da prendersi. I fatti, però, rimangono altri.

Conclusione G7 Taormina: gli Accordi di Parigi saranno rispettati?

Il tema climatico, invece, è stato affrontato in maniera più decisa dai rispettivi capi di Stato. Già alla vigilia preoccupava l’intenzione di Donald Trump di disattendere gli accordi presi a Parigi dal suo predecessore Obama. Allo stato attuale, infatti, gli Stati Uniti sono il secondo Stato per produzione di CO2 dopo la Cina. I trattati firmati due anni fa saranno applicabili solo se il 55% dei paesi inquinanti ratificherà l’accordo. Faceva ben sperare la posizione cinese che, a sorpresa, ha deciso di sottoscrivere gli accordi. Il paese asiatico, considerato come potenza emergente, era stato esentato dalla firma dei trattati ambientali precedenti. La dura posizione anti-ambientalista americana mette a rischio la validità degli sforzi già fatti. La cancelliera tedesca Angela Merkel si è definita molto insoddisfatta per i risultati ambientali della consultazione. La sua è una dura presa di posizione, che prelude ad un braccio di ferro internazionale che si concretizzerà al G20 presieduto dalla Germania.

G7 a Taormina: il bilancio del capo della Polizia sulla sicurezza

Franco Gabrielli ha sottolineato l’efficienza delle forze armate per la gestione della kermesse. Il capo della Polizia ha affermato: “La nostra agenda è molto fitta, ma il nostro sistema ha dato prova di una grande capacità di risposta: posso dire che abbiamo dato il meglio”. Le critiche, invece, sono arrivate per la decisione di chiudere i porti siciliani durante l’incontro. La denuncia è di Medici senza Frontiere: una loro nave carica di migranti salvati in mare è stata costretta a proseguire verso Napoli senza viveri e in scarse condizioni igieniche. Nella tarda mattinata la mega imbarcazione è giunta presso il porto del capoluogo campano.

La partita internazionale continuerà a luglio ad Amburgo, questa volta con la presenza imponente di Vladimir Putin, ammesso a partecipare al G20. I temi saranno altri, come l’incremento delle sanzioni verso la Russia nel caso non venissero rispettati gli accordi di Minsk. Le scommesse sulla riuscita del secondo vertice del 2017 sono aperte.

Napoletano di nascita, attualmente vivo a Roma. Idealista e sognatore studente di Lettere presso l’Università di Roma Tor Vergata. Osservatore silenzioso e spesso pedante della società attuale. Scrivo di ciò che mi interessa, principalmente politica e temi sociali.
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