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Guardia Sanframondi, i Riti settennali di penitenza: la tradizione si ripete

Dopo sette anni di attesa, nel piccolo borgo campano di Guardia Sanframondi (BN) si ripete la storica tradizione dei riti settennali di penitenza in onore dell’Assunta, un’intera settimana caratterizzata dalla devozione per la Madonna dell’Assunta, una figura che fin da subito appare come un qualcosa di molto caro al popolo guardiese. Nel corso della settimana anche Newsly era presente tra gli oltre 300, fra giornalisti e fotografi provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo, che hanno  provato a seguire l’evento cercando di carpirne l’essenza. Il significato è però un qualcosa che, come qualche guardiese ci ha tenuto a spiegare, può essere difficile da capire se non si vive l’esperienza, osservarli può talvolta non bastare.

Fin dal primo istante della nostra “avventura” nel comune campano, blindato e in totale sicurezza per l’occasione, cerchiamo di confrontarci con il popolo guardiese che, nonostante possa sembrare restio nel condividere un qualcosa di così personale come i Riti settennali di penitenza, ci dimostra fin da subito il calore e l’accoglienza tipici di un borgo semplice come quello di Guardia Sanframondi. L’accoglienza del popolo ci appare tangibile fin dal primo istante in cui “approdiamo” nel paese, al punto informazioni del comune una ragazza dagli occhi stanchi che di sicuro, nel suo piccolo, ha fatto l’impossibile per rendere l’evento possibile, ci consegna il nostro pass mostrandoci la sua completa disponibilità qualora avessimo bisogno di qualcosa. Da qui in poi ha inizio il nostro confronto con la storica tradizione.

Guardia Sanframondi, i Riti settennali di penitenza: in cosa consistono?

Per l’intera settimana  abbiamo assistito alle processioni dei quattro Rioni di cui è costituito il paese: Rione Croce, Piazza, Portella e Fontanella. Ciascuno dei quattro Rioni ha attraversato in processione le stradine di Guardia Sanframondi per ben tre volte nel corso della settimana: un giorno in processione di penitenza, poi in processione di comunione e alla fine nella giornata conclusiva dell’evento, ovvero domenica 27 agosto, quando tutti i rioni si ritrovano a sfilare in successione fra le caratteristiche stradine, fino a raggiungere dai loro Rioni di appartenenza il Santuario dell’Assunta. A rendere in parte distinguibile una “processione di penitenza” da una “processione di comunione”, sono i flagellanti. Questi ultimi, figure la cui identità resta in totale anonimato celata da un cappuccio bianco, seguono la processione in penitenza percuotendosi le spalle con delle “catene”, al fine di mostrare la loro totale devozione nei confronti della Madonna dell’Assunta.

guardia-sanframondi-riti-settennali-penitenzaCiascuna delle processioni dei vari rioni si costituisce di circa 20 “misteri”, ovvero 20 quadri plastici rappresentati da figuranti di ogni età (guardiesi ma non solo) che, in pose statuarie (quasi surreali) e in religioso silenzio  hanno così attraversato le labirintiche stradine del borgo mostrandoci scene legate all’ambito della fede religiosa (come il quadro intitolato Paolo Di Tarso – il tredicesimo apostolo del rione Fontanella, o come il martirio di San Sebastiano proposto dal Rione Portella), ma ovviamente non solo (basti pensare ad esempio al quadro dedicato a Salvo D’Acquisto del Rione Fontanella, o a quello dedicato ad Edith Stein del Rione Piazza). Nel seguire le processioni è risultato inevitabile il ritrovarsi immersi nei percorsi intricati del borgo, dove i suoni dovuti alle processioni (come quelli prodotti dal percuotersi dei flagellanti, i canti intonati, il suono prodotto dallo sfregamento delle stoffe degli abiti di alcuni figuranti contro il suolo), si mescolavano a una moltitudine di accenti e di lingue diverse, a loro volta intrecciate all’accento tipico del luogo, di chi condivideva le narrazioni popolari alla base dei Riti di penitenza.

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Ogni processione rionale presenta al suo seguito anche un coro, tutti sono parte di quella grande penitenza affrontata da coloro che intendono mostrare la loro devozione alla Madonna, così come ci spiega un giovane figurante coinvolto nelle processioni: “Tutti possono partecipare, basta essere devoti alla madonna”. Un concetto, quello della devozione, che ci viene spesso sottolineato e che nel corso della settimana raggiunge il suo apice con L’apertura della Lastra, ovvero il momento in cui, dopo sette anni, viene riaperta la teca in cui è custodita la piccola statua della Madonna dell’Assunta. Un momento in cui il cortile del Santuario dell’Assunta si è riempito di  devoti, che con grande commozione hanno assistito  all’evento. Tre chiavi sono necessarie per l’apertura della lastra: una appartenente al sindaco, l’altra al Parroco e l’altra al più anziano fra i componenti dei comitati rionali.

Questo è quanto accade nella giornata che precede la processione generale, che quest’anno è avvenuta domenica 27 agosto. Circa 90000 visitatori hanno invaso le strade di Guardia sanframondi per assistervi, gestite ovviamente in totale sicurezza. Le strade per l’ultima volta si sono riempite di figuranti, seguiti dai disciplinanti (altro modo in cui vengono definiti i flagellanti) e da nuove figure che è possibile vedere solo in questa giornata conclusiva: i Battenti. Anche attorno alle loro figure ruota un alone di mistero. Incappucciati e colmi di un’innata devozione, i Battenti hanno accompagnato la processione percuotendosi il petto con delle “spugnette” di sughero ricoperte di spilli, in segno di devozione alla Madonna, inginocchiandosi ai suoi piedi e percuotendosi più forte durante quello che viene definito come L’incontro dei Battenti con la Vergine dell’Assunta. I visitatori presenti hanno potuto assistere al momento e all’intera processione ponendosi dietro a delle transenne.

guardia-sanframondi-riti-settennali-penitenzaAlla fine della lunga giornata la Madonna ha fatto rientro nel suo Santuario, lo stesso dal quale la mattina si è verificata la sua uscita fra la folla, uscita che è stata annunciata con un prorompente colpo di cannone al cui suono tutti si sono inginocchiati all’improvviso. Condotta dalla folla, ha dunque fatto ritorno nella sua “casa”: quasi come se fluttuasse su un mare indescrivibile di persone, la piccola statua ha attraversato l’intero paese facendo notare come quello dei Riti settennali di penitenza sia un qualcosa di appartenenza del popolo guardiese più che legato alla chiesa. Il tortuoso cammino intrapreso dalla Madonna, condotta dal popolo, è così giunto al termine nel  suo Santuario, dove il 10 settembre 2017 la sua teca verrà di nuovo chiusa al pubblico per altri sette lunghi anni, tempo durante il quale i devoti guardiesi ci assicurano che torneranno ad aspettarla.

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Marilisa Di Crosta

Un diploma di Perito per il Turismo e due grandi passioni che coinvolgono al massimo la mia vita e le danno un senso: la musica, che coltivo come hobby, e la scrittura, che spero diventi la mia professione.

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