Cinema

“In guerra per amore”, nuovo film di Pif: la recensione

Era da un po’ di tempo che si sentiva parlare del nuovo film di Pif. D’altronde, con il successo del precedente La mafia uccide solo d’estate, vincitore di numerosi riconoscimenti quali il Premio del Pubblico al Torino Film Festival e il David di Donatello al miglior regista esordiente, era impossibile che il nuovo film di Pif non destasse curiosità. E quindi ecco In guerra per amore, di ritorno dalla Festa del Cinema di Roma.

Nel nuovo film, Pif riprende i personaggi di Arturo Giamarresi Flora Guarneri così come il tema della mafia, ma In guerra per amore non è un sequel de La mafia uccide solo d’estate, bensì una storia a sé, una versione alternativa al film precedente. New York, anni 40′. Arturo è uno spiantato cameriere siciliano emigrato America che si innamora di Flora, nipote di un uomo affiliato al bandito Lucky Luciano, che l’ha promessa a un altro. Flora lo convince così ad andare a Crisafulli, in Sicilia, a chiedere la mano a suo padre. C’è solo un problema: c’è solo…in corso la Guerra Mondiale! Ed è così che Arturo si arruola nell’OSS deciso a partire per la Sicilia. Arturo pur non partendo per la guerra, finirà per esserne suo malgrado coinvolto.

Le avventure di Arturo ci sono tutte e sono interessanti e ci sono un sacco di riferimenti storici finalizzati al messaggio che il regista ha in mente: dietro la guerra si nasconde la mafia. E’ un messaggio un po’ azzardato, ma veritiero, ma il regista lo presenta quasi come un messaggio in codice che risulta talvolta un po’ difficile da decifrare.

Il film è piacevolmente furbo e si avvale di numerosi riferimenti cinematografici (La vita è bella, Salvate il soldato Ryan e altri). Pur mosso da una buona estetica, In guerra per amore non convince del tutto per la trasandatezza di alcuni aspetti di storia: la love story appare alquanto vaga (e no, non lo giustifica il fatto che sia piuttosto un subplot), così come la stessa plotline principale. Così come sono deboli le situazioni comiche, che a stento strappano sorrisi.

In guerra per amore è sicuramente un film più ambizioso rispetto al film precedente, ma purtroppo manca completamente della genuina simpatia che caratterizzava il tanto acclamato La mafia uccide solo d’estate.

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Claudio Rugiero

Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.
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