I 10 infortuni più brutti del mondo del calcio

I 10 infortuni più brutti del mondo del calcio

L’infortunio di oggi capitato a Mattiello del Chievo che ha portato alla rottura della tibia e del perone ha impressionato tutti gli appassionati di questo splendido mondo. Ma oltre a quello occorso oggi allo sfortunato calciatore clivense quali sono i 10 infortuni più brutti del mondo del calcio? Al primo posto di questa speciale classifica c’è quello occorso a Diego Armando Maradona nel 1983 quando il difensore Goikoetxea gli procurò la perdita del 30% del piede sinistro.

A seguire sul podio c’è l’ecuadoriano Antonio Valencia che uscì dopo una partita di Champions contro i Glasgow con una frattura della caviglia sinistra, ma impressionò soprattutto la piega innaturale della sua gamba. Podio completato da Eduardo da Silva attaccante dell’Arsenal che cade sotto i colpi di Taylor difensore del Birmingham e oltre alla frattura scomposta della tibia perde anche i sensi per alcuni minuti sul terreno di gioco.

E poi come dimenticare la gamba accartocciata del difensore polacco Wasilewski dopo l’intervento di Witsel. E David Busst che dopo l’intervento in sandwich di due difensori del Manchester United si è dovuto operare 26 volte. E’ un più vecchio come infortunio, ma la gamba squarciata del tedesco Ewald Lienen entra di merito in questa classifica. Rimane indelebile pure il colpo alla testa che ha costretto il portiere ceco Petr Cech a indossare un casco protettivo per continuare a giocare dopo che un avversario gli ha fracassato il cranio.

Ma in Italia non si è da meno con Francesco Totti e la sua caviglia che subì una torsione non proprio naturale su intervento di Vanigli. E quindi si chiude con il Fenomeno Ronaldo e il ginocchio che fa crack contro la Lazio nel 2000 e con Giampà scatta sulla fascia a tutta velocità e il pallone si perde sul fondo. Il messinese però non riesce a frenare in tempo e rovina contro i cartelloni pubblicitari procurandosi una profondissima ferita di 20 centimetri alla coscia sinistra che sfiorò l’arteria femorale.

Giornalista professionista che cerca di raccontare, in maniera imparziale, i fatti. Per me scrivere è una passione, l’ho avuta sin da piccolo, che ho cercato di tradurre in mestiere.