Italia-Canada 1-3, Pallavolo Uomini (Rio 2016)

Italia-Canada 1-3, Pallavolo Uomini (Rio 2016)

L’Italia viene sconfitta per 3 set ad 1 dal Canada, il pubblico brasiliano pensa che gli azzurri abbiano perso volontariamente e li fischia. Nessuna volontà di perdere, la scofitta è da attribuire specialmente all’assenza dei due infortunati.

Ultima partita del girone, si scontrano l’Italia già qualificata, ed il Canada che per qualificarsi deve assolutamente vincere questa partita. I canadesi dunque saranno costretti a vincere, mentre gli azzurri già primi, devono rinunciare ai due centrali infortunati: il capitano Daniele Biralelli e Matteo Piano con conseguente adattamento dello schiacciatore/opposto Oleg Antonov nel ruolo di centrale. Oleg ha giocato con volontà ma farlo in un ruolo non suo, per lui non è stato facile.

Veniamo ora a un breve sunto del match:

1^ set: Le due squdre danno vita ad un set combattuto, anche se l’impressione è che i giocatori giochino con la paura di sbagliare: il set risulta essere combattuto, ma forse un po’ moscio, Alla fine se lo aggiudica il Canada per 25 a 23.

2^ set: Il Canada è incontenibile, mentre l’Italia sembra essere completamente uscita dall’incontro. Pertanto, i canadesi vincono meritatamente questo set per 25 a 17.

3^ set: L’Italia che sembrava morta, caccia fuori tutto il suo cuore ed il suo orgoglio, dominando questo terzo set. Punteggio finale del set Italia 25, Canada 16. Si va al quarto set.

4^ set: Questo quarto set è davvero molto bello e combattuto. Alla fine il Canada è più lucido (e forse anche più voglioso)  e lo vince per 25 21, vincendo in tal modo la partita per 31.

I pallavolisti canadesi escono festanti per una storica qualificazione ai quarti di finale delle olimpiadi, mentre quelli italiani escono tra una (ingiustificata) bordata di fischi, da parte dei tifosi brasiliani.

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Sognatore per antonomasia, ritiene che la verità vada ricercata e non creduta per sentito dire. Appassionato di testi antichi i quali ritiene vadano letti per ciò che raccontano, senza volerne alterare il significato, con figure retoriche inesistenti, per veicolare una verità che non esiste. Poeta spesso malinconico. Ama definirsi "Destista"