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Kobe Bryant e la figlia Gianna Maria morti in un incidente d’elicottero

Kobe Bryant ha vinto cinque titoli NBA, due Mvp delle Finals e un Mvp della stagione regolare

Lutto nel mondo del basket. La star dell’Nba Kobe Bryant è morto all’età di 41 in un incidente d’elicottero a Calasabas, nella contea di Los Angeles, in California. A riportare la notizia della tragica morte il sito americano Tmz, poi confermato dal Los Angeles Times.  L’ex cestista era a bordo del velivolo privato –  Sikorsky S-76 – con quattro persone, compreso il pilota, quando si è schiantato al suolo intorno alle 10 del mattino  (19 ore italiane). Nello schianto sono morte nove persone: il pilota, due compagne di squadra di Gianna Maria e i rispettivi genitori, oltre a Kobe e la figlia di 13 anni. Padre e figlia si stavano recando verso la Mamba Academy di Thousand Oaks per un allenamento di basket.

Bryant è stato la leggenda dei Los Angeles Lakers con una carriera che parla da sola: cinque titoli NBA, due Mvp delle Finals e un Mvp della stagione regolare. Era stato superato come terzo massimo realizzatore di sempre in Nba da LeBron James, per cui non sono mancati i complimenti dello stesso Kobe.

Chi era Kobe Bryant

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Nato il 23 agosto 1978 a Filadelfia, negli Stati Uniti, Bryant ha trascorso parte della gioventù in Italia col padre Joe, anche lui giocatore di pallacanestro, indossando le canotte di Pistoia, Rieti, Reggio Calabria e Reggio Emilia. Nel 1996 è stato selezionato all’età di 18 anni nel draft dagli Charlotte Hornets, per poi essere ceduto ai Los Angeles Lakers, con cui vince il suo primo titolo nel 2000 formando un tandem eccezionale con Shaquille O’Neal. Si ripetono poi nel 2001, 2002, 2009 e 2010. Viene votato Mvp delle Finals. Bryant è stato il primo giocatore dell’NBA a militare per 20 anni nella stessa squadra.

Con la Nazionale statunitense ha partecipato ai FIBA Americas Championship 2007 e ai giochi olimpici di Pechino 2008 e di Londra 2012, vincendo peraltro la medaglia d’oro in tutte e tre le manifestazioni.

Il 4 marzo 2018 si è aggiudicato il Premio Oscar insieme al regista e animatore Glen Keane, nella categoria miglior cortometraggio d’animazione per Dear Basketball, che ha sceneggiato traendo ispirazione dalla sua lettera di addio al basket (ritiro nel 2016).

Le reazioni

Non sono mancate le reazioni dopo la morte di Kobe Bryant.

Donald Trump:

Dalle notizie che arrivano, il grande del basket Kobe Bryant e altre tre persone sono rimaste uccise in un incidente in elicottero in California. Questa è una notizia terribile!​​​”.

Lebron James:

Ricordo una cosa che ha detto: se vuoi essere bravo in questo, o vuoi essere uno dei grandi, devi lavorare. Non c’è nessuna sostituzione per il lavoro. Aveva zero difetti dal punto di vista offensivo. Zero. Ti tiravi indietro rispetto a lui, lui poteva tirare da tre. Lo incastravi un po’, poteva aggirarti. Poteva sparare da una distanza media. Poteva giocare nel post. Poteva segnare i tiri liberi. Era semplicemente immortale dal punto di vista offensivo per le sue abilità e la sua etica del lavoro”.

Dino Meneghin:

È una tragedia, perdiamo un grande sportivo, un grandissimo campione. Io l’ho conosciuto a metà anni ’90 a Milano e per alcuni giorni l’ho accompagnato anche agli allenamenti dove ho avuto modo di apprezzare un grande professionista: sono rimasto stupito dalla sua dedizione e professionalità. E ancora prima avevo conosciuto suo padre quando giocava a Rieti. Kobe era davvero un grande giocatore”.

Marco Belinelli:

Non può essere vero. Sei il mio eroe”.

Francesco Totti:

Onorato di averti conosciuto. Campione dentro e fuori dal campo! Rip”.

Veronica Mandalà

Palermitana di nascita, sono laureata in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo all'Università "La Sapienza" di Roma. Appassionata scrutatrice della realtà in tutte le sue sfumature, mi occupo di attualità, politica, sport e altro.

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