Attualità

L’11 febbraio giornata per le donne scienziate: curiosità ed eventi nel mondo

L’11 febbraio si celebra la Giornata internazionale delle Donne e delle Ragazze nelle Scienze, un’iniziativa sorta con l’Organizzazione delle Nazioni Unite e oggi giunta alla terza edizione. Una ricorrenza aderente alle parabole di progresso e uguaglianza vissute nella storia, con l’obiettivo di puntare i riflettori sulla relazione “donne-scienza”, per promuovere una maggiore partecipazione alle attività, alla formazione e alle professioni scientifiche. Argomento caldo da sempre, quello che ha presupposto la collocazione storico-scientifica delle menti femminili in ambiti prima non concepiti. Ebbene di qui la necessità, sottolineata dall’ONU, di promuovere cambiamenti a più livelli, per affrontare il divario di genere esistente in tutte le discipline scientifiche, riconoscendo il principio universale che prescinde da divisioni, siano esse etniche, linguistiche, culturali, economiche o politiche. Vi contribuisce la Carta delle Nazioni Unite, risalente al 1945, che rappresenta il primo statuto internazionale dedito ad affermare il principio di uguaglianza tra i generi, predisponendo ambiti variegati e distinti all’accoglienza di un modus vivendi paritario ed inclusivo.

Con questi obiettivi, dall’8 al 9 febbraio è stato svolto a New York, presso la Sede Generale delle Nazioni Unite, il Forum Equality and Parity in Science for Peace and Development, una due giorni dal fitto programma. L’obiettivo è quello di valorizzare e riconoscere il ruolo delle donne per il raggiungimento degli Obiettivi per lo Sviluppo sostenibile contenuti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sfruttando le strategie, le competenze e le risorse di un ampio spettro di attori.

Nel contesto di tale iniziativa, sono tratte a modello due giovani attiviste contro i cambiamenti climatici: la svedese Greta Thunberg e la sudafricana Kiara Nirghin, vengono citate come fonte di ispirazione sia da Audrey Azoulay, direttore generale dell’Unesco, sia da Phumzile Mlambo-Ngcuka, direttore esecutivo di Onu Women: “Vogliamo incoraggiare una nuova generazione di donne scienziate, per affrontare le principali sfide del nostro tempo. Sfruttando la creatività e l’innovazione di tutte le donne e ragazze nella scienza, e investendo adeguatamente in educazione, ricerca e sviluppo abbiamo un’opportunità senza precedenti di sfruttare il potenziale della quarta rivoluzione industriale a beneficio della società”.
Se attualmente meno del 30% dei ricercatori in tutto il mondo è di sesso femminile e solo il 30% delle studentesse sceglie le materie scientifiche nell’istruzione superiore, un motivo ci sarà. Si cela dietro agli stereotipi tradizionalisti che con difficoltà hanno valorizzato le potenzialità di ciascun sesso senza ricadere in differenziazioni, alimentando una tendenza combattiva e grintosa che è oggi punto di forza delle donne nel mondo. Dalla matematica Ipaza alla fisica Sklodwska Curie. Dal premio Nobel per la chimica Lise Meitner (1878-1856), alle astronome americane Swan Leavitt (1868-1921), Anne Cannon (1863-1941) e Antonia Maury (1866-1952): così la storia vive da secoli il tragitto progressista delle menti umane, al di la di ogni forma di emarginazione e discriminazione.

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