Televisione

La Mummia: la Tomba dell’Imperatore Dragone, trama e recensione

Fantascienza e azione nel Mercoledì sera di Italia 1. Infatti l’emittente Mediaset manda in onda il sequel del film La Mummia. Questa volta però è La tomba dell’Imperatore Dragone ad entusiasmare gli appassionati del genere. Pellicola del 2008, La Mummia: la tomba dell’Imperatore Dragone ha rivisto lo stesso cast, almeno nel protagonista, che hanno fatto le fortune dei primi due film. Il terzo episodio si allontana dall’Egitto, dalla sabbia e dalle piramidi per spingersi nella Cina del Medioevo e dell’antichità.

Trama 

La seconda guerra mondiale è terminata e così anche le avventure di Rick O’Connell e della sua consorte Evelyn, che sembrano aver accettato la routine quotidiana in un sontuoso palazzo. Ma la pace non dura a lungo, poiché un sanguinario imperatore cinese, di nome Han, aveva cercato di ottenere l’immortalità attraverso i poteri e i sortilegi della strega Zi Juan. L’imperatore però aveva tradito le aspettative amorose della strega nei confronti di un suo generale e per questo è stato punito con una maledizione.

Trasformato, assieme al suo esercito, in statue di terracotta, Han è rimasto in attesa del risveglio. Questo risveglio viene causato dagli O’ Connell quanto, recandosi a Shangai, restituiscono ai cinesi l’occhio di Shangri Li, che è l’amuleto utile a risvegliare il terribile monarca. Toccherà così alla famiglia di archeologi, perché in Cina è presente anche il figlio Alex, salvare il mondo da antiche forze che minacciano di distruggerla.

Recensione del film 

Non ha entusiasmato il terzo sequel della saga, considerando anche lo spin-off del Re Scorpione, poiché manca quell’ironia e quell’action che Stephen Sommers sapeva dare, illuminando a dovere personaggi, sarcofaghi e piramidi. I primi due film sbancarono i botteghini tanto da sfruttare ben 800 milioni di dollari. Anche la moglie di O’Connell cambia, da Rachel Weisz a Maria Bello, che la critica non approva, anzi avverte la mancanza della vera Evelyn. L’unico vantaggio è l’aumento del ritmo e dell’azione, che non sarà più lento, ma adrenalinico grazie all’ingresso in regia di Rob Cohen, regista di Fast and Furious, con il quale aumenteranno anche gli effetti speciali. Deludente infine il cambio di ambientazione, dall’Egitto alla Cina, che non apporta nessuna miglioria in termini qualitativi.

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