L’Uomo del piano suona in Strada in Canada (Video)

Il senzatetto che componeva musica in strada fa il giro del web.

uomo del piano

Nelle strade di Edmontom, in Canada, nell’Ottobre del 2014 si udiva una dolce melodia. Le mani tremanti di un uomo con la giacca sudicia e le scarpe slacciate, premevano i tasti di un pianoforte rosso, e l’udito attento di un passate non riuscì a rimanerne indifferente. Fu così che nacque “l’uomo del piano”, dopo che il video della sua esibizione divenne virale su Youtube in sole ventiquattr’ore . Ryan Arcand era un “senzatetto” come molti, sul quale tanti occhi indifferenti ogni giorno poggiavano lo sguardo. Qualcosa attirò su di lui l’attenzione, e fu qualcosa più forte di uno sguardo pietoso, di un uomo solo in una strada affollata: il richiamo della musica. Ryan Arcand aveva chiesto qualcosa senza che ne avesse avuto l’intenzione, e l’aveva ottenuta. Era stato ascoltato. Perché quella melodia probabilmente era valsa più di mille parole.

A Churchill Square, Roslyn Pollard decide di fermarsi a riprendere “l’uomo che suona il piano”. Successivamente pubblica il video e bastano poche ore perché più di 800mila persone lo vedano. Qualche giorno dopo, una troupe della CBC si reca sul posto con l’intento di scovare il misterioso artista, e sulle scale della chiesa di Edmonton scoprono la triste storia di Ryan Arcand. Lui, se ne sta seduto accanto ad alcune lattine di birra, racconta loro la propria vita e i suoi ultimi trent’anni in strada, ma racconta anche il suo amore per la musica.

Nato in una cittadina vicino Edmonton, all’età di quattro anni viene portato via dai servizi sociali. La sua unica evasione diventa un pianoforte nel seminterrato della famiglia a cui era stato affidato, racconta: « eravamo fatti l’uno per l’altro » e all’età di otto anni si diverte già a ricreare a orecchio le colonne sonore dei film.  Poco dopo inizia a comporre la propria musica. Compiuti tredici anni scappa dalla famiglia e si rifugia in strada, dove l’alcool diviene la sua compagna di vita. Nonostante gli svariati problemi con la legge, riesce a suonare ogni tanto i pianoforti delle chiese, degli ospedali e quello nella piazza di Sir Winston Chirchill.  “ The Beggining “ è il titolo della melodia che lo ha reso famoso, che lo ha fatto scoprire da Roslyn Pollard e che gli ha permesso successivamente di ottenere un alloggio. Suona ogni volta che può, tutte le volte in cui riesce a tenersi fuori dal carcere o dall’ospedale. Il polso fasciato dal braccialetto ospedaliero e la mano che si muove leggera sui tasti di un piano, sono tutto ciò che riescono a parlare davvero di lui.

Nel Febbraio del 2016 Brandi Morin, una giornalista, fa visita a Ryan: puzzava di alcool, era stato di nuovo in carcere, e la chiesa dove andava a suonare gli aveva dovuto vietare l’accesso. “Non so più cosa fare“, aveva detto a Morin. ” È un sogno infranto”, riguardo la sua musica “.

Alcuni familiari, come la zia Ruth Arcand, venuta a conoscenza del suo successo, lo aveva incoraggiato ad approfittare del calore delle persone e dei riflettori puntati su di lui che avrebbero potuto farlo uscire fuori dall’ombra, ma la vita di strada era l’unica che Ryan Arcand era in grado di vivere: « Essere senzatetto è come essere liberi. Puoi fare ciò che vuoi. Puoi andare dove vuoi. Ha i suoi vantaggi, ma molti svantaggi. Non è facile. Ma tu impari dalle tue esperienze » aveva detto.

Anche il fratello di Ryan, Blake Arcand, era stato affidato fin da piccolo a un’altra famiglia, ma nonostante la vita disordinata era riuscito a salvarsi, staccandosi dalla strada. Sperava facesse lo stesso anche Ryan: « dovrebbe allontanarsi da quelle ombre su cui cammina. Dovrebbe accogliere un po’ di luce ».

Ryan continua a parlare con Brandi Morin, alla quale confessa il suo amore per le persone, oltre che per la musica. Le confessa che “All of me” di John Legend’s è la sua canzone preferita e che proprio la musica lo ha convinto più volte ad andare avanti in quei momenti di tristezza in cui avrebbe voluto togliersi la vita: « puoi essere religioso, ma non credere. Ma io credo e non sono religioso. Credo in un potere più alto, nel Creatore. E ringrazio il Creatore e amo il Creatore per avermi dato questo dono ».

Ryan Arcand ci avrebbe provato, aveva detto, ad accogliere una qualsiasi proposta che lo avrebbe proiettato in un futuro più agiato, ma consapevole del fatto che tornare sobrio sarebbe stato molto difficile. Sognava comunque di realizzare un album contenente la propria musica originale e di potersi riunire un giorno con suo fratello Blake, per realizzare musica insieme.

Dopo altri anni turbolenti trascorsi nei vicoli, si stabilisce nel complesso che fornisce alloggi di supporto, l’  “Ambrose Place”,  nel centro di Edmonton. Nel 2015 il sito delle CBC pubblica un articolo in cui scrive che i fondi ricavati dal video sono stati impiegati per comprare un pianoforte digitale Yamaha per Ryan.. Dopo l’arrivo del pacco, “ l’ex sensatetto”  espresse così la sua gioia: « Mamma, se stai ascoltando, guardando…» indicando la scatola contenente il piano nuovo ” …guarda, mamma. Sono io ! » Marilyn Simons era la madre di Arcand, e aveva appreso la notizia della sua fama.

Ryan continua a essere intervistato, mentre siede di fronte al nuovo pianoforte, nella hall dell’ Ambrose Place, e svela un po’ di quel mistero che avvolge la sua vita, lasciando comunque senza risposta molte altre domande. « Adoro questo posto. È un buon posto dove stare; ci sono brave persone qui » dice. Parla dell’abbandono della sua famiglia quando era solo un bambino, e di alcuni episodi tragici come la morte di sua moglie e di sua figlia, poi continua dicendo: «Non sapevo come sentirmi. Non sapevo come pensare. Ho lasciato il mio lavoro, ho lasciato tutto ». Tra un ricordo e l’altro, suona le sue dolci ma strazianti melodie. Continua a suonare per tutti gli affetti che ha perso, per tutti coloro i quali lottano ancora per le strade e per la sua vita, con la speranza che la musica possa bastare a disinfettare quelle ferite ormai impregnate di dolore. Nel frattempo continua la sua lotta con l’alcool, nonostante la salute mentale continua a vacillare.

Due settimane fa, l’otto Marzo 2018 Ryan Arcand si spegne. I tasti si arrestano, le emozioni si bruciano consumate da quei vizi letali che gli hanno portato via tutto. Resta di lui, ancora una volta una musica, la sua musica. “L’unica cosa che ho avuto nella mia vita è stata questa” indicando il pianoforte di fronte a lui. “Apre le porte alle persone, alle emozioni. La musica, puoi portarla con te ovunque tu vada … È sempre lì. Rimane con te ovunque tu vada. Non ti lascia mai ”

Ancora una volta non è possibile esprimere a parole qualcosa che si può solo sentire, questo è ciò che ci ha insegnato un uomo forse già dimenticato, ma che ha provato a lasciare nel mondo qualcosa di sé, per sempre: la propria musica.

Ryan Arcand aveva fatto un appello, durante l’intervista con la giornalista Brandi Morin, rivolto a tutti i musicisti sconosciuti affinché possano condividere il proprio talento con gli altri: « Non avere paura di uscire dall’ombra. Perché ne vale la pena, qualunque cosa accada ».

Sono una studentessa universitaria e collaboro con testate giornalistiche dal 2012

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Using Bridge dalla Romagna, ”Flatin’ Pieces” è il loro quarto album

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