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La maledizione di Aaron Ramsey giocatore della Juventus

Alla scoperta del centrocampista gallese della Juventus di Sarri e della sua fatiscente maledizione che colpisce personaggi noti che muoiono dopo ogni suo gol.

Il trasferimento, a costo zero, del centrocampista gallese Aaron Ramsey alla corte della Juventus di Maurizio Sarri, provenienza Arsenal, è stato uno degli acquisti più discussi e particolari della sessione di mercato che ha anticipato il campionato italiano 2019/ 2020. Al di là delle ottime qualità tecniche del nuovo centrocampista bianconero, Aaron Ramsey però, ai più, è noto soprattutto per una curiosa e stravagante teoria, nota come la “maledizione di Ramsey” che legherebbe i gol del centrocampista gallese alla morte di personaggi famosi. Una teoria della quale il giocatore avrebbe potuto anche fare a meno visto che, in pratica, gli hanno affibbiato il ruolo di giocatore porta – sfortuna.

Aaron Ramsey: biografia

Aaron Ramsey è, attualmente, un calciatore gallese, centrocampista della Juventus e della nazionale gallese.

Nato a Caerphilly, nel sud del Galles, il 26 dicembre del 1990, Aaron Ramsey è un centrocampista completo, interno di centro campo polivalente, con una buona visione di gioco e con il vizio del golo. D’altra parte, Ramsey può giocare anche come trequartista ed esterno offensivo su entrambe le fasce.

La prima squadra con la quale ha firmato un Aaron Ramsey è il Cardiff City che lo aveva notato, rimanendo impressionati, durante un torneo giovanile. Ramsey debutta in prima squadra l’ultima giornata, 26 aprile 2007, del campionato 2006-2007, diventando il giocatore più giovane ad esordire con la maglia del Cardiff City a 16 anni e 124 giorni.

Dopo un paio di stagioni con la squadra gallese, nelle quali si è messo in mostra attirando l’attenzione di alcuni club inglesi come Arsenal, Manchester United ed Everton, il 10 giugno 2008 Ramsey firma con l’Arsenal. Inizia così la sua lunga carriera nei “Gunners”, intervallata, nel periodo 2010 – 2011, da alcune presenze nel Nottingham Forest e nel Cardiff City (in prestito mensile) per riprendersi da un grave infortunio di gioco (doppia frattura di tibia e perone) durante la partita contro lo Stoke City il 27 febbraio 2010. Nell’Arsenal Aaron Ramsey giocherà fino alla stagione 2018 – 2019 collezionando 262 presenze e 40 gol nella sola Premier League.

In scadenza di contratto, l’11 febbraio 2019 viene acquistato dalla Juventus a parametro zero per la stagione 2019 – 2020.

Aaron Ramsey rappresenta un punto di forza della nazionale gallese sin dai tempi delle rappresentative giovanili, dove ha collezionato 15 presenze e 2 reti nel Galles Under-17 e 12 presenze e due reti nel Galles Under-21. Il 19 novembre 2008 fa il suo debutto ufficiale anche nella nazionale maggiore in un’amichevole contro la Danimarca. Il 26 marzo 2011, nella partita di qualificazione per gli europei contro l’Inghilterra, gli viene affidata la fascia di capitano, rendendolo il più giovane a ricoprire questo ruolo nella storia della nazionale gallese, all’età di 20 anni e 90 giorni. Attualmente conta 58 presenze e 14 reti.

La maledizione del gol

Quella della maledizione di Ramsey è, ovviamente, una bufala colossale, alimentata, però, da diverse coincidenze che nel corso degli anni, giorno dopo giorno, hanno rafforzato questa bizzarra teoria.

Ma quando è nata questa “macabra” e assurda teoria?

Facciamo un passo indietro al 14 ottobre 2009 quando Ramsey con la maglia della nazionale gallese va in gol contro il Liechtenstein, e due giorni dopo viene a mancare Andres Montes, mitico giornalista e commentatore sportivo spagnolo. Come se non bastasse, un mese dopo, il 14 novembre, sempre con il Galles, Ramsey va di nuovo in gol, e il giorno dopo il giocatore messicano Antonio de Nigris muore colto da un arresto cardiaco. Il 02 maggio del 2011, i corpi speciali della marina militare americana in una retata uccidono Osama Bin Laden, il giorno dopo che il giocatore gallese aveva fatto gol contro il Manchester UTD.

Secondo molti queste che erano inizialmente delle semplici coincidenze che iniziano a farsi sempre più concrete giorno dopo giorno, gol dopo gol.

Infatti, il 02 ottobre 2011 Ramsey torna a segnare contro il Tottenham, e due giorni dopo il mondo piange la scomparsa di Steve Jobs. Qualche giorno dopo, va ancora in rete contro il Marsiglia, è il 19 ottobre il giorno prima la cattura e l’uccisione di Mu’ammar Gheddafi. Gol inusuali per un centrocampista, quindi, in molti iniziano a fare sempre più caso a queste strane coincidenze:

  • 11 febbraio 2012 gol al Sunderland / muore Whitney Huston;
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  • 04 agosto 2012 gol alla Corea del Sud con la nazionale Olimpica del Regno Unito / 05 agosto 2012 muore la poetessa messicana Chavela Vargas;
  • 18 settembre 2012 gol in Champions League all’Olympique Marsiglia / muore il pugile statunitense Ken Norton;
  • 14 maggio 2013 gol a Wigan / 17 maggio 2013 il dittatore argentino Jorge Videla muore in carcere all’età di 87 anni;
  • 30 novembre 2013 doppietta al Cardiff / muore l’attore Paul Walker, noto per l’action movie cult “Fast and Furious”.

Dopo un breve periodo di silenzio, la maledizione torna a colpire: è il 20 aprile 2014, il mondo piange la scomparsa del pugile Rubin Carter, noto come “Hurricane”, cui venne dedicato anche un omonimo film e una splendida canzone di Bob Dylan. Lo stesso giorno il centrocampista gallese andava in gol contro l’Hull City.

Passa appena un mese e Ramsey segna al Norwich (11 maggio 2014) il giorno prima il decesso di Hans Ruedi Giger, storico pittore, scultore e designer svizzero. Il 10 agosto successivo Aaron Ramsey segna al Manchester City, il giorno prima che uno degli attori più amati del mondo, Robin Williams, si togliesse la vita.

Maledizione che trova ulteriore conferma, il 24 agosto 2014, con la morte dell’attore Sir Richard Samuel Attenborough, noto per “Jurassik Park” di Steven Spielberg, il giorno dopo il gol all’Everton.

Il gol allo Stoke City del 06 dicembre 2014 sembrerebbe non essere legato ad alcun decesso celebre, se non fosse che la “maledizione” oramai diffusa in tutto il mondo trova conferma, invece, in Italia con la scomparsa del cantante Mango avvenuta due giorni dopo.

Per quasi due anni la maledizione sembra essere svanita, però i gol rifilati, uno al Sunderland il 09 gennaio 2016, e l’altro al Liverpool il 13 gennaio 2016, arrivano i giorni antecedenti le morti di una leggenda della musica come David Bowie (10 gennaio) e dell’attore inglese Alan Rickman (14 gennaio).

Passa un anno, il 21 maggio 2017 Ramsey segna contro l’Everton e il pilota Nicky Hayden, all’età di 35 anni, il giorno dopo viene investito a Cesena mentre gira in bicicletta.

Prima del suo infortunio ed il passaggio alla Juventus, dopo tanti anni giocati in Premier League con l’Arsenal, Aaron Ramsey mette assegno l’ultimo colpo della sua maledizione, il 22 aprile 2018 segna contro il West Ham e due giorni dopo il calcio francese saluta una delle sue icone, il mister Henri Michel. L’ultima rete maledetta del centrocampista gallese è quella segnata al Bayer Monaco il 19 luglio 2017, il giorno prima che il leader dei Linkin Park, Chester Bennington, venisse trovato morto suicida.

La maledizione dimenticata

Come abbiamo specificato sin dall’inizio, non abbiamo mai preso seriamente questa maledizione, però ci siamo divertiti nel mostrare quelle coincidenze che ne hanno alimentato la teoria. D’altra parte, a voler essere pignoli, chi negli anni ha voluto, per forza di cosa, associare morti celebri ai gol del centrocampista gallese, non si è, minimamente, preoccupato di analizzare questa teoria nello specifico.

Infatti, sempre a voler essere pignoli, dei 61 gol segnati fino ad ora solo alcuni sono considerati maledetti e ufficialmente legati a decessi celebri. Analizzando lo “score” del giocatore, oltre a constatare che non sempre i suoi gol abbiano avuto una valenza maledetta, abbiamo riscontrato delle clamorose dimenticanze. Ad esempio, alcuni suoi gol sono coincisi con la morte di personaggi noti come gli attori Martin Landau, Burt Reynolds e Luke Perry, l’ex First Lady Nancy Reagan, il regista horror George Romero e diversi esponenti del mondo della musica come Gregg Allman, Mike Porcaro, Gil Scott – Heron, Solomon Burke e Keith Flint, l’ultimo, assieme a Luke Perry, ad esser stato colpito, se vogliamo, dalla maledizione.

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Alfonso Fanizza

Storico-critico musicale, laureato al D.a.m.s. e in possesso di un Master in “Manager della gestione e organizzazione di eventi culturali e artistici”. Grande appassionato di musica, libri e cinema, con una particolare predisposizione al viaggio.

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