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Marco Cappato Autodenuncia: ora indagato per aiuto al suicidio

Dopo il suicidio assistito di Dj Fabo che ha tanto fatto scalpore nei giorni scorsi, arrivano nuove indiscrezioni relative a colui che ha aiutato l’artista a morire, ovvero Marco Cappato, il tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni che ha accompagnato l’uomo alla clinica in Svizzera. A seguito di un autodenuncia ai carabinieri, quindi, il pm di Milano Tiziana Siciliano ha intenzione di interrogare l’esponente dei Radicali alla presenza di un legale.

Il reato di “istigazione o aiuto al suicidio” prevede fino a 12 anni di carcere. A Cappato, pertanto, viene contestata la parte del reato in cui si stabilisce che deve essere punito chi agevola in qualsiasi modo l’esecuzione del suicidio. Gli inquirenti, dopo l’interrogatorio di Cappato, dovranno svolgere accertamenti e fare valutazioni anche complessi e delicati perché, da quanto è stato riferito, si tratta certamente di un caso che può fare giurisprudenza.

Il procuratore Francesco Greco, nella giornata di ieri aveva detto: “Questione di diritto alla vita e alla morte. per questo reato l’aiuto deve essere portato fino all’atto finale. una storia complessa che presenta profili di rilievo sia in termini di principi generali che giuridici, dato che qui c’è una questione di diritto alla vita e alla morte”. Cappato, invece, replica e spiega: “Sono pronto a difendere le mie ragioni”

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