Televisione

Mediavideo di Mediaset, spazi pubblicitari ad astrologi e chiromanti?

Striscia la Notizia e le Iene criticate per non aver sollevato il caso

Mediaset offre spazi pubblicitari a pagamento sul proprio servizio di teletext Mediavideo a presunti astrologi, cartomanti, veggenti e sensitivi.

Mediavideo e le pagine dedicate ad astrologi e chiromanti

Mediavideo è il teletext di Mediaset che offre anche spazi pubblicitari a chiromanti e astrologi. Tra le sue pagine si trovano numerosi annunci che sollevano dei dubbi sui metodi di pagamento e sui costi per chiamata, a prescindere dall’attendibilità dei servizi offerti. Le polemiche in questo caso vanno oltre i presunti benefici promessi da queste sedicenti figure, ma riguardano alcuni programmi del gruppo Mediaset che hanno deliberatamente ignorato questo problema.

Sotto il ciclone sono finiti Le Iene e Striscia la Notizia, così prodighe nel segnalare e denunciare qualsiasi tipo di attività magica, per non aver segnalato nulla. Mediaset è finita così sotto accusa per vendere numerose pagine pubblicitarie che sponsorizzano sensitivi, veggenti, cartomanti e astrologi, mentre alcuni suoi programmi denunciano le stesse attività di altre emittenti.

Le accuse a Striscia la Notizia e Le Iene

Stupisce dover osservare il tacito silenzio di Striscia la Notizia e delle Iene in merito a questo argomento. Entrambi i programmi hanno fatto della lotta alle frodi, di qualsiasi natura esse siano, la loro bandiera e non hanno mai esitato a denunciare falsi imbonitori e presunti maghi. Sorge spontaneo il dubbio in merito a questa omissione che casualmente riguarda Mediaset e il suo servizio teletext.

È dunque lecito chiedersi come mai queste trasmissioni, che hanno fatto della difesa del cittadino la loro forza, abbiano tralasciato un caso interno. Per questo molti si chiedono come mai nessuno dei due programmi si sia dimostrato imparziale investigando sulla vendita di spazi pubblicitari ad astrologi e chiromanti. Su Mediavideo sono presenti più di 200 pagine che sponsorizzano attività che entrambe le trasmissioni non hanno esitato in passato a definire false e imbonitrici.

Nel 2006 Antonio Ricci ha perfino querelato Giovanni Panunzio, responsabile di Telefono Antiplagio, ma il pm richiese l’archiviazione adducendo come motivazione le seguenti parole: “La medesima aggressività usata da Striscia la Notizia  nei confronti di alcuni obiettivi non è stata usata nei confronti di altre situazioni e/o persone non meno suscettibili del medesimo interesse. Gli introiti dei proventi pubblicitari derivanti dagli annunci di centinaia di soggetti nell’insieme correttamente definiti ciarlatani vanno ad integrare i bilanci dell’impresa da cui dipendono gli odierni querelanti o, comunque, dalla quale questi ricevono i loro compensi”.

In pratica i programmi Mediaset sono ritenuti colpevoli di non aver denunciato questa situazione per conflittualità degli interessi. Resta da vedere se entrambe le produzioni affronteranno mai il problema o continueranno a rivolgere le loro attenzioni altrove.

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