Ministro Paolo Savona indagato per usura bancaria dalla Procura di Campobasso

Coinvolte altre 22 persone in un’inchiesta relativa ai parchi eolici.

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Indagato il Ministro degli Affari Europei, Paolo Savona, dalla Procura di Campobasso. Nell’inchiesta, condotta dal pm, Rossana Venditti, coinvolte altre 22 persone. Il Ministro, all’epoca dei fatti contestati (2005-2013), era al vertice dell’ex Banca di Roma, ora Unicredit. Il nome del ministro Savona e degli altri 22 indagati risulta presente nell’atto della Procura relativo alla richiesta di proroga delle indagini preliminari nel fascicolo relativo ai parchi eolici di Molise, Puglia e Campania. L’iscrizione nel registro degli indagati del ministro Savona sarebbe un “atto dovuto, in quanto la Cassazione penale impone di indagare i vertici della banche per via del loro ruolo di controllo e garanzia”. Come persona offesa, la società Engineering srl, la presunta vittima di usura bancaria. La società fa capo ai fratelli Pietro ed Angelo Santoro, ex presidente dell’Acem Molise e vice presidente dell’Associazione nazionale imprese edili manifatturiere. Savona, all’epoca dei fatti, “non aveva peraltro competenze sui tassi d’interesse”, fanno sapere fonti vicine al Ministro.

Tra gli indagati, anche i nomi di Alessandro Profumo, oggi amministratore delegato di Leonardo, e di Fabio Gallia, attuale amministratore delegato e direttore generale di Cassa Depositi e Prestiti.

Ministro Paolo Savona indagato: la denuncia

L’inchiesta su tassi usurai parte dalla denuncia di una società che in passato ha realizzato parchi eolici. La Engineering avrebbe subito, su propri conti correnti e anticipi fatture, l’applicazione di tassi usurai. La denuncia è stata presentata nel giugno 2017. Successivamente il Pm, Rossana Venditti, ha nominato un suo consulente iscrivendo, nel gennaio 2018, 23 persone nel registro degli indagati, tra vertici e manager dell’istituto di credito.

Ministro Paolo Savona indagato per usura: le reazioni

“Savona indagato? Dimissioni in 5 minuti o scurdammoce ‘o ppassato? #incoerenti #poltronari. Noi siamo e resteremo garantisti, ma da quelle forze politiche che in passato hanno chiesto le dimissioni per un avviso di garanzia un gesto del genere sarebbe quasi scontato” ha scritto in un tweet Valentina Castaldini, di Alternativa Popolare. Il riferimento, neanche troppo velato, è all’episodio della richiesta delle dimissioni di Alfano, da parte di Di Maio, per un avviso di garanzia, poi archiviato.

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