Mobile-First Indexing, Google annuncia la rivoluzione SEO

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La rivoluzione SEO è già iniziata e si concretizzerà nei primi mesi del 2018. Google l’ha annunciato a chiare lettere, attraverso un articolo pubblicato nella giornata odierna (lunedì 18 dicembre 2018) sul suo blog ufficiale dedicato ai webmaster. Il “mobile-first indexing” è finalmente arrivato.

COS’E’ IL MOBILE-FIRST INDEXING?

Per la prima volta, Google terrà in considerazione le prestazioni e le performance delle versioni mobile dei siti web ai fini del posizionamento tra i risultati dello stesso motore di ricerca. La navigazione da dispositivi mobile, d’altronde, ha ampiamente superato quella da dispositivi tradizionali ed il divario inizia a farsi consistente.

E’ diventato quindi indispensabile per “Big G.” valutare soprattutto come si comporta un determinato sito web su dispositivi di ultima generazione: da indicatori di performance (es. tempi di caricamento, tempi di risposta del server, etc.) a quelli legati alla user experience (tasso di rimbalzo, durata media della visita, numero di pagine viste per sessione, etc.). Valori che già da qualche anno erano diventati fattori di posizionamento, ma che adesso assumono ancora maggiore importanza agli occhi di Google.

MOBILE-FIRST INDEXING, L’ANNUNCIO UFFICIALE DI GOOGLE

Per ricapitolare, attualmente i nostri sistemi di scansione, indicizzazione e classificazione di solito guardano la versione desktop del contenuto di una pagina, il che potrebbe causare problemi agli utenti di ricerca mobile quando tale versione è molto diversa dalla versione mobile. L’indicizzazione mobile-first significa che utilizzeremo la versione mobile del contenuto per l’indicizzazione e il ranking, per aiutare meglio i nostri utenti, principalmente mobili, a trovare ciò che stanno cercando

MOBILE-FIRST INDEXING, COSA CAMBIERA’ PER GLI UTENTI?

L’obiettivo di Google è chiaramente quello di spingere webmaster, grandi aziende e titolari di portali web a migliorare le performance dei loro siti su dispositivi mobile. Molti si sono già mossi per tempo, seguendo in ordine temporale le indicazioni che sono giunte via via da parte dello stesso Google nel corso degli ultimi anni. Dall’introduzione degli m-site alla grafica responsive, dai tools per misurare le performance su mobile alla grafica adaptive: i big players sono già corsi ai ripari, ma ci sono ancora centinaia di migliaia di siti web nel mondo che ancora stentano su tablet e smartphone. Se il pubblico “invito” lanciato da Google sarà recepito, il risultato finale (sul lungo termine) dovrebbe essere un generale miglioramento delle prestazioni dei siti web su dispositivi mobile, agendo positivamente sull’esperienza di navigazione degli utenti. Italiani compresi.

Siti Web, il “Mobile Friendly” Influenza il Posizionamento su Google

Pubblicato da Gianluca Capiraso

35 anni, avellinese, iscritto all'Albo Nazionale dei Giornalisti Pubblicisti dall'ormai lontano 2000. Appassionato di sport, tecnologia e web, è attualmente Search Marketing Specialist presso una società di Milano.

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