Musica

musica indie: intervista esclusiva agli Equo

Si chiamano Equo e sono due ragazzi classe 1998 che un bel giorno grazie alla musica si sono incontrati ed è scoccata una vera e propria scintilla. Gabriel, in arte Kende, e Mathis, in arte Matisse, non si conoscevano fino a qualche mese fa ma ascoltando il loro primo singolo “non so”, direste tutto il contrario. Un connubio perfetto fra la voce fresca di Mathis e la base electro pop creata da Gabriel. Si potrebbe pensare che si tratti di fortuna ma qui la fortuna non c’entra proprio niente. Qualche giorno fa ho conosciuto gli Equo, nel loro “piccolo mondo”, fra i loro pc, il loro equalizzatore e gli strumenti con cui fanno la loro musica e vi assicuro che per questi due ragazzi non si può proprio parlare di casualità.

Gli Equo: Matisse e Kende e la loro “Non so”

Mathis e Gabriel sono due ragazzi completamente diversi. Mathis è un ragazzo solare, chiacchierone con un sorriso contagioso. E’ il cantautore del duo ma ha un passato da producer e si diverte a collaborare con il suo socio nel creare la base perfetta. Un talento puro, ha iniziato a fare musica nella sua cameretta a Bolzano con la sua chitarra e non ha più smesso. Lui è la mente dietro al testo di “Non so” e nonostante la giovanissima età ha le idee chiare su come arrivare al cuore di chi lo ascolta attraverso le sue parole. Gabriel è più silenzioso e si nasconde dietro ai suoi strumento (almeno all’inizio). Lui è nato per fare musica, letteralmente. Ha imparato a suonare prima che a camminare probabilmente! Nato in una famiglia di musicisti e compositori, Gabriel ha studiato al conservatorio suonando la batteria e il piano. La musica non la sa leggere, gli basta il suo orecchio…la scuola non faceva per lui in compenso ad un certo punto si è innamorato della musica elettronica e anche se prima sognava di fare il Dj mentre adesso ha in mente tutt’altro una cosa non è mai cambiata:lui nella vita vuole fare musica. Ora queste due storie apparentemente distanti e diverse un bel giorno si sono incrociate a Milano e sono nati gli Equo. Potrei dire altre mille cose, ma forse il modo migliore per descriverli è attraverso quattro parole scelte da loro: “una bomba di idee“. Ecco ora che vi ho detto qualcosa di più su questi due ragazzi il resto ve lo lascio scoprire attraverso le loro parole e la loro meravigliosa spontaneità.

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Intervista agli Equo

Vi siete conosciuti qui in Studio e il vostro è stato un colpo di fulmine dal punto di vista artistico…prima di tutto da cosa nasce il nome Equo? Mathis: avevamo diverse difficoltà sulla scelta del nome. Fare musica ci è venuto più semplice, scegliere il nome invece è stato più complicato. A me è venuto in mente equo perché entrambi nasciamo come produttori ed equo sarebbe l’abbreviazione di equalizzatore ma con quella doppia accezione per cui Equo significa anche equivalersi. Avendo imparato a conoscervi attraverso la vostra musica cosa vi piace l’uno dell’altro? Gabriel: mi piace come riusciamo a capirci facilmente, nonostante abbiamo diversi gusti musicali. Mi piace che la velocità con cui magari io creo una base e subito Mathis riesce a scrivere il testo perfetto per quella base. Penso sia il nostro punto di forza. Mathis: Potrei dire lo stesso. Aggiungo che di noi mi piace la contraddizione che c’è fra la serietà con cui ci mettiamo al lavoro e il nostro scherzare.

Parliamo un po’ dei vostri percorsi musicali…Gabriel hai già un percorso piuttosto interessante considerando la tua giovanissima età, hai iniziato a suonare praticamente prima di iniziare a scrivere cosa è cambiato negli anni nella tua musica?Io ho iniziato a suonare da piccolino, batteria poi pianoforte però non avevo mai avuto l’idea di scrivere o produrre. Poi ho iniziato ad ascoltare la musica elettronica, musica da festival Hardwell,Martin Garrix e così ho iniziato a buttare giù cose mie. All’inizio sognavo i diventare un Dj famoso, poi in realtà è cambiato tutto nella mia vita e con la mia musica il sogno è diventato un altro. Mentre Mathis, tu sei al primo vero progetto musicale, per te invece com’è nata la passione, quando è cominciato l’amore? sì, è il mio primo progetto musicale anche se il mio amore per la musica è iniziato molto prima, nella mia cameretta. Io nasco come chitarrista, crescendo ho iniziato anche io a produrre e mi sono appassionato alla musica elettronica. Due anni fa ho avuto questa specie di scintilla e ho iniziato a scrivere dapprima in inglese poi in italiano. Prima in inglese perché lo trovavo più musicale come linguaggio e più semplice. Poi ho scoperto la bellezza dell’italiano e ho deciso che voglio scrivere sempre in italiano. Quali sono le vostre aspettative? cosa vi aspettate dal vostro duo? Matisse: siamo su un’ottima strada direi. Come aspettative direi fare più live possibili e farci conoscere e soprattutto far apprezzare per la nostra musica.

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Gabriel continuerai a produrre anche come “solista”? per ora non ne ho idea, se prima avevo il sogno di diventare un dj internazionale adesso ho in testa questo progetto e non penso ad altro. Parliamo di “Non so”…la canzone mi piace, è fresca, orecchiabile. State pensando ad un album? Gabriel:Pensiamo magari ad un ep, abbiamo diversi singoli. Quali sono gli artisti del panorama musicale italiano e non a cui vi ispirate o in ogni caso quale artista non può mancare nella vostra playlist?Mathis: a livello di artisti stranieri sicuramente James Blake, è il più polivalente. Come artisti italiani, direi, a costo di risultare banale dei più recenti Calcutta e poi andando un pochino più indietro negli anni Lucio DallaGabriel: io ascolto qualsiasi cosa, non so dire da chi prendo ispirazione, da tutti e nessuno. Ascolto dalla musica classica, alla musica elettronica, a musica che definirei da casi psichiatrici. Ascolto molto Drake, tanto pop americano ma anche qualche rapper italiano Izi mi piace tanto ma ascolto anche qualche pezzo di Ghali e di Sfera.Più musica ascoltiamo più siamo contenti.

Sono abituata a chiedere agli artisti qual è stato il loro primo cd o la loro prima cassetta ma temo che con voi la domanda dovrebbe essere un po’ diversa…quindi vi chiedo qual è stata la canzone o l’album che vi ha fatto innamorare della musica. Gabriel: spectrum di zed. Mi ha fatto illuminare il cervello. Mathis: quando ho iniziato a parlare i miei mi hanno raccontato che le prime parole che ho detto sono state “I’m blue da ba de” o comunque una storpiatura del pezzo degli Eiffel 65. Musicalmente voi siete già in un contesto in cui tutto è più veloce, più che la radio c’è spotify ed un milione di scelte per chi la musica la ascolta. Come vi rapportate con questo mondo musicale veloce, dove tutti possono fare musica ma “sfondare” è più difficile? Gabriel: ora è più difficile ma dipende anche da qual è l’obiettivo di un artista. Io vorrei che la mia musica arrivasse a chi ha voglia di fermarsi ad ascoltarla. Non faccio musica perché 100.000 persone debbano ascoltarla, cioè mi piacerebbe ovvio ma preferirei che 100.000 persone l’apprezzassero prima di tutto e la capissero. Mathis: viviamo in un mondo dove la musica è diventata un po’ usa e getta. Escono molti più singoli. Gabriel: prima una canzone di successo poteva durare un anno, adesso dopo un mese basta. Mathis: Però c’è da dire che avere a disposizione così tanta musica non può che giovare alla musica. Insomma è bello che una persona che vive dall’altra parte del mondo volendo possa ascoltare la nostra musica.

Quanto è importante per voi l’aspetto social di un artista oggi? Gabriel: Oggi direi che l’immagine di un artista sul social è importante forse più del 50% direi. Purtroppo capita anche che il profilo instagram compensi la musica ecco. Mathis: Conta molto, in alcuni casi anche più della musica stessa come ha detto Gabriel. Però credo conti sempre la coerenza tra il personaggio sul social e la sua music. Viviamo in un mondo governato dai numeri e quindi ci adeguiamo anche noi al mondo social. Ora che siamo alla fine di questa intervista vi chiedo di descrivere il vostro duo con una frase…Gabriel: come si dice quando hai sempre 1000 milioni di idee?…direi UNA BOMBA DI IDEE. Quando produco, dopo 10 secondi ho in mente altre 3 cose e la stessa cosa vale per Mathis, quindi una Bomba di Idee! Mathis: nel senso positivo e negativo del concetto, potremmo farla più articolata ma la semplicità arriva meglio. Domanda con cui chiudo ogni intervista e quindi non sfuggirete nemmeno voi, tranquilli la musica c’entra poco…il vostro piatto preferito? Gabriel: carbonara. Mathis: crepes alla nutella.

India Bongiorno

Dottoressa in Giurisprudenza, Avvocato praticante e (ormai) ex pallavolista. Sto ancora studiando per realizzare il mio sogno di diventare Magistrato,ma la grande passione della mia vita è sempre stata il calcio,l'unico vero amore il mio Milan. Cresciuta a pane volley e partite di pallone, ho sempre amato scrivere ciò che mi passava per la testa...prima o poi scriverò un libro ma per ora mi dedico a scrivere delle cose che mi piacciono.

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